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Guerra in Ucraina

Zelensky: “Senza armi USA costretti a ritirarci, persi 6 mesi”. La Polonia schiera jet ai confini

Il leader ucraino: “Se hai bisogno di 8mila colpi al giorno per difendere la linea del fronte ma ne hai solo 2mila, devi fare di meno; se non c’è il sostegno degli Stati Uniti, significa che non abbiamo difesa aerea, missili Patriot, disturbatori per la guerra elettronica, proiettili di artiglieria da 155 millimetri”.
A cura di Davide Falcioni
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Se l'esercito ucraino non riceverà nuove e sofisticate armi americane, inclusi i missili a lungo raggio, sarà costretto a "ritirarsi, passo dopo passo". Ad evocare il concetto di resa, per la prima volta dal 24 febbraio 2022, è stato Volodymyr Zelensky in un'intervista al Washington Post in cui ha lanciato un nuovo appello al suo principale sponsor. Il messaggio non è rivolto solo a Joe Biden, ma soprattutto ai deputati repubblicani del Congresso, che continuano a tenere bloccati i 60 miliardi di nuovi aiuti militari: "Abbiamo perso sei mesi", ha polemizzato il leader ucraino.

Le richieste di Kiev a Washington, come sempre, sono dettagliate: "Se hai bisogno di 8mila colpi al giorno per difendere la linea del fronte ma ne hai solo 2mila, devi fare di meno", ha spiegato il presidente ucraino, aggiungendo che "se non c'è il sostegno degli Stati Uniti, significa che non abbiamo difesa aerea, missili Patriot, disturbatori per la guerra elettronica, proiettili di artiglieria da 155 millimetri". E poi c'è l'annosa questione degli Atacms, che gli USA sono restii a fornire nel timore che Kiev li utilizzi per attaccare in territorio russo, alimentando un'escalation.

A tal proposito Zelensky ha assicurato che i missili a lungo raggio servirebbero per colpire aeroporti in Crimea e prevenire i raid del nemico lanciati dalla penisola occupata. Con nuovi armamenti, è la valutazione, si può puntare a "mantenere il fronte stabile" e permettere all'Ucraina di "armare e addestrare nuove brigate nelle retrovie per condurre una nuova controffensiva entro la fine dell'anno".

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Kiev nelle ultime settimane guarda con preoccupazione alla ripresa dell'iniziativa da parte dei russi, che dopo aver conquistato Avdivka (una delle cittadine del Donbass più ferocemente contese) ha ripreso in grande stile l'offensiva nel sud-est e nel nord, tornando a prendere di mira anche Kharkiv.

La Polonia schiera jet a protezione dei confini

Nel frattempo la scorsa notte la Polonia ha fatto alzare in volo i caccia per proteggere il proprio spazio aereo a seguito di un attacco missilistico russo sull'Ucraina. Lo rendono noto le forze armate di Varsavia. "Gli aerei polacchi e alleati sono in volo, il che potrebbe portare a un aumento del livello di rumore soprattutto nella parte sudorientale del Paese", ha comunicato l'esercito polacco sul suo account X dopo aver rilevato "un'intensa attività dell'aviazione a lungo raggio della Federazione Russa sul territorio dell'Ucraina".

"Sono state avviate tutte le procedure necessarie per garantire la sicurezza dello spazio aereo polacco e il Centro per le operazioni aeree monitora costantemente la situazione", conclude la nota di Varsavia. Pochi giorni fa il viceministro degli Esteri polacco Andrzej Szejna ha detto che il suo governo sta "valutando la possibilità di abbattere i missili che volano verso il territorio della Nato".

Ex direttore Cia: "USA pronti all'uso di armi nucleari in caso di attacco ruso"

Sull'altra sponda dell'oceano intanto si torna a parlare di guerra nucleare. In un'intervista al Corriere della Sera l'ex direttore della Cia e generale USA che ha guidato le forze militari in Iraq e Afghanistan, David Petreaus, ha affermato: "Coloro che sono al governo hanno dichiarato pubblicamente che l'uso di armi nucleari è stato a lungo esaminato e che sono state sviluppate possibili opzioni per la risposta. Sono stati fatti sforzi per avvertire la Russia sulle possibili conseguenze dell'uso di armi nucleari e questi avvertimenti sono stati fatti arrivare anche da altri".

Putin firma decreto arruolamento 147.000 militari

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato un decreto per l'arruolamento obbligatorio nelle forze armate per il periodo da aprile a luglio. Il provvedimento, scrive l'agenzia Tass, riguarda tutti i cittadini della Federazione russa fra i 18 e i 30 anni che non sono nella riserva e che sono soggetti alla leva militare. Si tratta, scrive Tass, di 147.000 coscritti, che entro l'estate saranno arruolati e inviati presumibilmente a combattere in Ucraina. Si prevede anche il congedo per i militari che abbiano completato il servizio militare. Secondo dati ufficiali, in autunno erano stati arruolati per un anno in 130.000.

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