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Guerra in Ucraina

“Mosca sequestra neonati ucraini se genitori non prendono cittadinanza russa”, la denuncia di Kiev

Secondo Kiev, da maggio negli ospedali della regione ucraina del Lugansk, sotto occupazione russa, i neo genitori sarebbero a rischio di vedersi portare via i loro bimbi appena nati se nessuno dei due riesce a dimostrare di avere la cittadinanza russa.
A cura di Antonio Palma
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La campagna di cosiddetta “Passaportizzazione” russa nei territori occupati dell’Ucraina sarebbe arrivata a nuovi livelli spaventosi. Secondo la denuncia delle autorità locali di Kiev, i russi avrebbero minacciato di sequestro i bimbi appena nati negli ospedali del Lugansk  nel caso in cui nessuno dei genitori prenda la cittadinanza russa. La notizia è riportata dal Think tank ISW citando informazioni del capo dell'amministrazione militare ucraina, Artem Lysohor.

In pratica, da maggio, negli ospedali della regione ucraina sotto occupazione russa, i neo genitori sarebbero a rischio di vedersi portare via i loro bimbi appena nati se nessuno dei due riesce a dimostrare di avere la cittadinanza russa e dunque un passaporto e documenti validati da Mosca. Secondo Lysohor, da lunedì prossimo le madri che partoriscono negli ospedali del Lugansk  dovranno dimostrare la cittadinanza russa di almeno uno dei genitori del bimbo “affinché quest'ultimo possa essere dimesso dall'ospedale”.

Come sottolinea l’Institute for the Study of War (Isw), se il caso sarà confermato, sarà una violazione della Convenzione sul genocidio, perché introduce "misure miranti ad impedire nascite all'interno" di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. I bimbi nati da genitori russi, infatti, diventerebbero di fatto bimbi russi a tutti gli effetti.

La misura, se confermata, è solo l’ultima di una serie di provvedimenti russi per costringere le popolazioni dei territori ucraini occupati ad abbandonare definitivamente la loro nazionalità. Come sottolinea lo stesso Isw, in molte zone già da tempo i russi condizionano l’assistenza sanitaria essenziale e altri servizi al possesso dei passaporti russi. Allo stesso tempo spingono le popolazioni occupate ad accettare volontariamente la cittadinanza russa con indennità e assegni sociali di vario genere. Lo scopo finale è fare in modo che le rivendicazioni della Russia sulle aree occupate risultino poi incontestabili in base la popolazione russa che vive in zona.

Nel suo rapporto l'ISW ha fatto riferimento anche ad un comunicato del Servizio di sicurezza ucraino, secondo il quale le autorità russe occupanti continuano a deportare con la forza i civili ucraini in Russia. Il 2 maggio, le autorità di occupazione nella regione di Kherson hanno riferito che funzionari russi hanno portato 10 minori dai territori occupati al campo per bambini nell'estremo oriente della Russia e li hanno incoraggiati a fare domanda per l'ammissione alle scuole professionali in Russia.

“L’amministrazione occupante della regione di Kherson ha dichiarato che trasporterà altri 200 minori dalla regione occupata di Kherson al campo per bambini Ocean nel 2024. Il Centro di resistenza ucraino ha riferito il 1 maggio che le autorità di occupazione della regione di Kherson stanno trasferendo con la forza Civili ucraini dai villaggi di Hola Prystan, Kochaniv e Gladkivka fino alla Crimea occupata e nelle profondità della parte occupata della regione di Kherson”, si legge nel documento.

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