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Guerra in Ucraina

Russia, 480 dollari di multa per aver esibito uno striscione di soli asterischi: “È contro l’esercito”

Dmitry Reznikov è stato multato per aver esibito durante una protesta un cartello di soli asterischi. Secondo le forze dell’ordine russe, il cartello riportava la sigla “no alla guerra” in russo. A dare la notizia, OVD-Info, organizzazione indipendente che si occupa della difesa dei diritti umani in Russia.
A cura di Gabriella Mazzeo
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fonte fotografica: SOTA Vision
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Multato per aver mostrato un'insegna con soli asterischi dal tribunale distrettuale di Tverskoy di Mosca. Dmitry Reznikov dovrà pagare 50mila rubli (480 dollari) con l'accusa di "discredito delle forze armate russe". Secondo la giustizia di Mosca, il giovane avrebbe riportato sul cartello la scritta (censurata) "net voyne” (no alla guerra). A dare la notizia, OVD-Info, organizzazione indipendente a tutela dei diritti umani. Il primo a rendere noto il fatto, il legale Oleg Filatchev che ha difeso Reznikov.

Il giovane è stato arrestato il 13 marzo scorso durante una protesta a Mosca. Gli agenti in tenuta antisommossa lo avrebbero fermato e anche picchiato secondo quanto riferito dall'avvocato difensore che ha preso in carico il suo caso. L'arresto fa parte di una strategia di censura per quanto riguarda il dissenso legato alla guerra in Russia. Sono stati diversi gli arresti in almeno 37 città del Paese dall'inizio della guerra: almeno 14mila secondo le informazioni fornite da Ovd-Info. Tanti altri cittadini, invece, perdono il lavoro a causa delle pubbliche manifestazioni di contrarietà all'invasione in Ucraina.

Questo è il caso di Kamran Manafly, insegnante 28enne di Mosca che in seguito a un post su Instagram pubblicato l'8 marzo è stato licenziato dalla scuola nella quale lavorava. A Fanpage.it il docente di geografia ha detto di aver lasciato il Paese dopo il licenziamento nonostante il suo post social non violasse le nuove regole che prevedono 15 anni di carcere per chi diffonde "false informazioni" sulla guerra in Ucraina e sull'esercito russo. Durante una riunione con gli altri insegnanti, la direzione aveva chiesto a Manafly di uniformarsi a una versione comune sulla guerra da raccontare ai bambini per non discostarsi dalle notizie fornite dal governo. Il docente si è rifiutato di raccontare una versione concordata sul conflitto agli studenti, rendendo pubblico il suo pensiero tramite Instagram (poi oscurato sul territorio nazionale). Amo tutti gli studenti che ho e tutti quelli che ho avuto – ha scritto sul social network -. La mia coscienza non mi tormenta".

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