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Aggiornamenti sull'incendio della Grenfell Tower a Londra

Londra: Marco è morto asfissiato, il papà: “Costretto dai pompieri e restare chiusa in casa”

Giannino Gottardi, il padre di Marco, il 28enne morto con la fidanzata Gloria Trevisan nell’incendio della Grenfell Tower lo scorso giugno: “Mi consola, relativamente però, sapere che non sono morti arsi vivi. Li ha uccisi prima il monossido di carbonio”.
A cura di Biagio Chiariello
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Gloria Trevisan, 26 anni, di Camposampiero nel Padovano, e il fidanzato Marco Gottardi, 27 anni, sono morti per asfissia e non bruciati dalle fiamme nell’incendio della Grenfell Tower di Londra nella notte del 14 giugno, A confermarlo, come riporta il Corriere della Sera, è stato il papà di Marco che ha parlato con il coroner che ha effettuato l’autopsia sul corpo della figlia. “Abbiamo incontrato la coroner Fiona Wilcox, scoprendo che per quasi due ore i vigili del fuoco ordinarono ai residenti di rimanere dentro gli appartamenti con le porte sbarrate. Una follia” dice papà Giannino. È stata una parziale consolazione apprendere che Marco e Gloria non sono morti arsi vivi. Li ha uccisi prima il monossido di carbonio. I detriti della torre, coprendoli, hanno risparmiato i corpi dalle fiamme. Ci sono stati consegnati gli indumenti di mio figlio, solo in parte bruciacchiati. Carta d’identità, patente di guida, tessera sanitaria, sterline, carte di credito erano integre. Mia moglie ha tenuto un brandello del trench che Marco s’era comprato a Londra” ricorda ancora il signor Gottardi. Il genitore non nasconde l’emozione e il dolore nel rammentare quanto accaduto in quel “maledetto” grattacielo londinese, trasformato in una gigantesco rogo.

Una tragedia che ha coinvolto 80 persone, tra le quali anche sua figlia Gloria e il fidanzato Marco Gottardi, entrambi architetti di soli 27 anni, da qualche mese in Inghilterra in cerca di fortuna. “Nello studio d’ingegneria a San Donà di Piave guadagnava 400 euro al mese. Voleva dimostrare di riuscire a farcela da solo. A Londra lui e Gloria potevano permettersi di pagare l’affitto al 23° piano, l’ultimo, della Grenfell tower. Un appartamento nuovo di zecca, con una vista stupenda. Mia moglie e io andammo a trovarli dal 21 al 24 aprile. Fu l’ultima volta che vedemmo nostro figlio vivo” ricorda il padre di Marco. Quella di un figlio è una perdita che niente può consolare: “Mia moglie lo rivede in sogno di continuo, anche a mi capita a volte” ammette il padre.

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