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Conflitto Israelo-Palestinese

La mamma di Noa Argamani, rapita da Hamas: “Ho un cancro in stadio terminale, fatemi abbracciare mia figlia”

La madre della 26enne Noa Argamani, rapita da Hamas lo scorso 7 ottobre, ha lanciato uno straziante appello per poter rivedere la figlia un’ultima volta. La donna è affetta da un tumore al cervello al quarto stadio e questo sarebbe il suo ultimo desiderio. Pochi giorni dopo il rapimento era stato diffuso un video in cui si vedeva la ragazza trascinata via dai miliziani.
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A cura di Eleonora Panseri
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"Prima che le mie condizioni peggiorino, vorrei riuscire ad abbracciare e vedere Noa ancora una volta, è il mio unico desiderio". È l'appello della mamma di Noa Argamani, la 26enne rapita durante l'attacco di Hamas lo scorso 7 ottobre mentre partecipava a un festival di musica elettronica nel deserto. La donna, che si chiama Liora, sta combattendo contro un cancro al cervello in stadio terminale e, secondo quanto ha detto il marito, Yakov, i medici non le hanno dato speranze, come si legge sul quotidiano britannico Daily Mail.

Tra venerdì 24 e sabato 25 novembre Hamas ha rilasciato diversi ostaggi nell'ambito dell'accordo con Israele di cessate il fuoco di quattro giorni mediato da Qatar, Stati Uniti ed Egitto. Ma Noa non era nel gruppo delle persone liberate. "So che mia figlia è una ragazza forte. La stiamo aspettando e solo il pensiero del suo ritorno a casa mi mantiene forte", ha detto ancora la donna.

Le immagini del rapimento della ragazza hanno fatto il giro del mondo e mostrano la 26enne caricata a forza su una motocicletta dai miliziani mentre grida: "Non voglio morire, non uccidermi". Insieme a lei è stato rapito anche il suo fidanzato.

"Speravo che fosse un errore e non fosse vero. E poi in ospedale un ragazzo mi ha chiesto se volevo vedere quel video. Ho detto di sì e e ho capito per certo che si tratta di Noa… era così pietrificata, così spaventata", aveva raccontato l'uomo all'emittente locale Channel 12 News in lacrime: "Sono sempre stato così protettivo, ma in questo momento non potevo farlo. Per tutta la mia vita, da quando è nata, ho cercato di proteggerla, abbracciarla, sostenerla e amarla. Vorrei almeno poterla incoraggiare o dirle qualcosa in questo momento difficile".

A parte una foto di Noa che beve acqua in quella che sembrava essere Gaza, pubblicata su un canale Telegram di Hamas, la famiglia non ha avuto alcuna notizia riguara la sua sicurezza. "Non sappiamo niente di più di quanto riportato dai media. Tutto quello che abbiamo visto è il filmato di Noa che viene rapita e poi seduta sul divano con una bottiglia d'acqua", hanno spiegato i familiari della ragazza.

"Sto attraversando il periodo più difficile della mia vita, prima del 7 ottobre pesavo 10 chili in più di adesso. – ha detto il papà di Noa – Essendo figlia unica, Noa è la persona che ha organizzato le cure di sua madre, che si è occupata di parlare con i medici, che le dava le sue medicine e tutto il resto. I pensieri che ho farebbero a pezzi chiunque e a questo si aggiunge il cattivo stato di salute di mia moglie. È difficile convivere con tutto questo"

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