La Chiesa cattolica cambia la versione italiana del Padre Nostro, la preghiera più amata e diffusa, recitata la prima volta dallo stesso Gesù Cristo. “Non abbandonarci alla tentazione” sostituirà l’oscuro “Non indurci in tentazione”, una frase che ha sempre creato perplessità perché non è Dio che induce in tentazione, ma Satana. Papa Francesco avrebbe dato il suo beneplacito al cambiamento, che trova d’accordo i maggiori teologi e biblisti italiani.

Nel corso del recente programma di TV2000 intitolato proprio “Padre Nostro", il Papa ha detto che “sono io a cadere, non è lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto. Un padre non fa questo, un padre aiuta ad alzarsi subito.”   La nuova traduzione del relativo versetto del Padre Nostro è già inserita nella traduzione della Bibbia in italiano nel 2008, a cura della Conferenza Episcopale Italiana. A dare conferma della notizia è stato monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, facendo notare “che la questione del Padre Nostro non è all’attenzione solo dei vescovi italiani, ma anche di altri episcopati”.

Da un paio di mesi, infatti, la versione francese del Padre Nostro non recita più “e non sottometterci alla tentazione” ma “non farci entrare in tentazione.” In Belgio ed Olanda si sono spinti addirittura oltre: è scomparsa anche la parola “tentazione”, sostituita da “prova” e la cosa ha creato dei malumori tra i fedeli più tradizionalisti. La nuova versione del Padre Nostro, ha spiegato ancora monsignor Galantino, sarà resa obbligatoria per tutti i sacerdoti ed i fedeli con la revisione del Messale romano, su cui sta lavorando una commissione. E’ probabile, dunque, che l’innovazione sarà esecutiva nel giro di qualche mese.