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Guerra in Ucraina

Il dossier sul piano segreto di Putin per l’Ucraina: “Saccheggiare tutto il grano per ridurla alla fame”

Secondo il report di Global Rights Compliance, ci sono prove di una pianificazione anticipata della Russia per il saccheggio delle risorse alimentari ucraine come l’acquisto di camion e navi apposite per il trasporto di grano mesi prima dell’invasione militare.
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A cura di Antonio Palma
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Oltre all’attacco militare vero e proprio in Ucraina, la Russia per mesi, prima dell’invasione del 24 febbraio dello scorso anno, avrebbe organizzato un piano segreto per rubare le scorte di grano e affamare la popolazione. Il progetto segreto sarebbe poi andato avanti nelle zone occupate dai militari russi, nonostante la guerra, proseguendo anche ora. È quanto sostiene un nuovo rapporto di Global Rights Compliance, una organizzazione per i diritti umani che ha portato alla luce diverse prove ed elementi a sostegno di questa ricostruzione che saranno ora fornite alla Corte penale internazionale con lo scopo di arrivare a un nuovo procedimento giudiziario internazionale contro Putin per crimini di guerra.

Secondo le nuove prove raccolte dagli esperti di diritti umani, al momento dell’invasione i russi avrebbero deliberatamente preso di mira prima le aree ricche di grano dell’Ucraina e le infrastrutture di produzione alimentare, portando via tutto quello che c’era attraverso camion, treni e navi appositamente preparati in precedenza.

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Le confische dei raccolti di grano e cereali sarebbero iniziate appena cinque giorni dopo l’invasione e la Russia sarebbe arrivata a portare via 12.000 tonnellate di grano al giorno da tutti i territori occupati per un valore di mercato complessivo stimato di 1 miliardo di dollari all’anno. Nei giorni successivi all’invasione, convogli con centinaia di veicoli crichi di grano sono stati segnalati in direzione della penisola di Crimea e i localizzatori GPS sui camion rubati agli agricoltori li hanno localizzati mentre attraversavano la Crimea verso la Russia, secondo il report.

GRC ha affermato che gli annunci di lavoro in Russia suggeriscono che il governo ha cercato di reclutare un elevato numero di camionisti e abbastanza rapidamente. Immagini satellitari, inoltre, mostrano interi convogli ferroviari con vagoni etichettati come “grano” che lasciano la stazione ferroviaria di Beridansk a Zaporizhzhia, verso sud. Altre indicano che nelle regioni occupate di Luhansk e Zaporizhzhia le ferrovie in disuso sono state ristrutturate appositamente per trasportare la merce rubata.

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Infine le immagini condivise su Telegram e verificate dagli investigatori mostrano funzionari filorussi della Repubblica popolare di Luhansk che si vantano delle migliaia di tonnellate che verrebbero caricate sui vagoni presso l'impianto sequestrato di Starobilsky.

Secondo Global Rights Compliance, infatti, l’appaltatore della difesa russo, che ha provveduto al trasporto dei raccolti trafugati dall’Ucraina, avrebbe iniziato ad acquistare camion per il trasporto di grano e navi apposite già nel dicembre 2021, prova di una pianificazione anticipata per il saccheggio delle risorse alimentari ucraine. Il report del gruppo sottolinea inoltre anche il fatto che numerose aziende private ucraine di cereali sono state incorporate con la forza nell'operatore statale russo per contribuire allo sforzo.

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Per l’organizzazione, è la prova di un “livello di pianificazione altamente coordinato” e di un saccheggio “senza precedenti”. “La Russia non solo ha adottato un approccio su più fronti assediando le popolazioni civili e distruggendo le infrastrutture critiche, ma ha anche pianificato in anticipo il sequestro e il saccheggio dei prodotti agricoli. Mosca ha scatenato una crisi alimentare globale e ha attaccato il settore agricolo ucraino come tattica di guerra”, ha dichiaro all’Independent Catriona Murdoch di Global Rights Compliance, ricordando che la Russia chiede ora di allentate le sanzioni legate alla guerra in modo da poter riprendere le esportazioni di grano dai territori occupati verso i paesi in via di sviluppo più colpiti dalla crisi alimentare “indebolendo ulteriormente l'economia nazionale dell'Ucraina".

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