In tanti potranno tirare un sospiro di sollievo: torna il bonus da 100 euro in busta paga. Per un errore era stato dimezzato in Manovra, ma grazie ad un decreto legge varato d'urgenza la misura resterà in vigore senza variazioni. Erano gli "80 euro di Renzi", introdotti quando il senatore fiorentino – oggi spina nel fianco del Governo Conte – era presidente del Consiglio. Poi sono diventati 100 e si è iniziato a chiamare "taglio del cuneo fiscale". Insomma: si tratta un bonus economico molto apprezzato dai cittadini, valido per i redditi sotto ai 28mila euro. "Si è trattato di una correzione che ha creato un allarme eccessivo e che non sopravvaluterei", ha commentato – spegnendo la polemica – il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri.

Già ieri si era diffusa la notizia dell'errore commesso, ma non c'era il tempo tecnico per correggerlo nel testo della Legge di Bilancio, già approvata dalla Camera e passata questa mattina al Senato. Pasticcio ammesso dallo stesso viceministro all'Economia, Antonio Misiani, rispondendo alle richieste di chiarimento dell'opposizione: "È necessario un intervento normativo per correggere quanto scritto nel comma 8 della Legge di Bilancio, sull'ulteriore detrazione dei redditi da lavoro dipendente, il cosiddetto bonus di 80 euro portati a 100 euro".

È stato lo stesso Misiani a spiegare che, se non fosse arrivata la correzione, il bonus sarebbe passato da 1200 a 600 euro l'anno. Il viceministro ha assicurato che "non solo non c'è un problema di copertura", ma i soldi ci sono e "non sono impegnati", perché "la detrazione sarebbe della metà rispetto alle intenzioni del Governo e di quanto scritto nella relazione tecnica". Per intervenire "è necessaria una norma di legge e il Governo ha intenzione di farlo il prima possibile, immediatamente dopo l'entrata in vigore del ddl di Bilancio con un dl che interverrà in questo senso". E l'intervento è arrivato già oggi in Consiglio dei ministri: il bonus è salvo.