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Non far nulla contro la crisi climatica vuol dire negarla: ed è quel che sta facendo il governo

Ogni fatto di cronaca è un’emergenza, per questo governo, tranne l’unica emergenza reale: quella climatica. E forse c’è da cominciare a chiedersi perché per i maranza si fanno decreti d’urgenza, e per il caldo non si fa nulla.
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Vi ricordate lo schema, no?

C’è un accoltellamento, e il governo emana un decreto per vietare i coltelli.
C’è uno sbarco di troppo, e il governo emana un decreto per arginare gli sbarchi.
C’è una crisi energetica, e il governo emana un decreto per tagliare le accise sui carburanti.
C’è la crisi climatica, e il governo che fa?

Non è una domanda retorica, ma è la chiara attestazione del fatto che o Meloni e i suoi non sanno che fare, di fronte a un’emergenza reale, confermata sia dai dati sia dalla percezione e chiara, chiarissima nelle sue cause. Oppure, peggio ancora, che non vogliono fare nulla.

Zero decreti. Zero misure. Ma anche zero dichiarazioni. Nulla di nulla. Come se in questi giorni facesse fresco. O come se fosse un accidente che non dipende né da noi, né da loro.

Eppure, questo caldo assurdo, con temperature al di sopra della soglia della febbre umana, tra il 37 e i 40 gradi, dipende da noi. Dipende dalle scelte che abbiamo fatto in questi anni. Dipende dagli idrocarburi che consumiamo. Dipende dall’energia che sprechiamo. Dipende dal cibo che mangiamo. Dipende da come ci muoviamo. Dipende dall’asfalto con cui abbiamo coperto le nostre città.

Il governo potrebbe fare tantissimo. Agire sulle cause, ad esempio, investendo sulle energie rinnovabili come ci chiede di fare l’Europa, che ci ha dato pure un sacco di soldi per farlo. O agire sulle conseguenze, incentivando i comuni a costruire città a misura di crisi climatica, piene di alberi, in grado di fare da rifugio per le ondate di calore estremo e di assorbire le enormi masse d’acqua degli eventi climatici estremi.

Non fare nulla, equivale a negare il problema. E se c’è una colpa, un peccato originale da attribuire non solo a questo governo, ma a tutta questa nuova generazione di destre europee, è quella di fare leva su ogni emergenza possa portare consenso ignorando completamente, se non addirittura minimizzando, l’unica vera e reale emergenza della nostra epoca: quella climatica.

Alla fine, per essere negazionisti del clima non serve dire che il clima è sempre cambiato, che non ci sono prove che petrolio e gas naturale c’entrino qualcosa, che è tutta ideologia green per distruggere l’economia Occidentale: basta ignorare, guardare altrove, non dire e non fare nulla.

E questo è esattamente quel che sta facendo il nostro governo. Forse, banalmente, perché manca un nemico contro cui scagliarsi. O forse perché è un nemico contro cui non ci si vuole, o ci si può, scagliare.

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