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Tu fai una domanda, il Direttore risponde.

Partiamo come sempre dalle domande. Oggi dalla domanda di Antonio:
“Ma quindi cosa diavolo dice la perizia delle procure di Roma e Napoli sul caso Paragon? Sono stati i servizi segreti a spiarti oppure no?”
Caro Antonio, partiamo dalla perizia delle procure. Di che si tratta?
Allora: quando ho ricevuto il messaggio di Whatsapp che mi avvisava che ero stato spiato con Graphite, il software spia di Paragon Solutions, ho presentato denuncia alla procura di Napoli. La procura, contestualmente, mi ha chiesto il telefono. L’hanno chiuso sigillato e chiuso in una cassaforte, in attesa di poter fare quello che viene chiamato in gergo tecnico l’”accertamento irripetibile”.
In che consiste? Praticamente, ti entrano nel telefono e cercano le prove di un attacco spyware. È irripetibile, per l’appunto, perché è un accertamento che modifica le impostazioni di base del telefono. E quindi non può essere effettuato di nuovo.
La perizia di cui parliamo, di fatto, è questa roba qua.
E la procura dice che da questa perizia è emerso che “tra tutti i telefoni cellulari acquisiti dai numerosi querelanti, tracce di attività riconducibili a un malware sono state riscontrate esclusivamente su tre dispositivi Android”.
Quelli di Luca Casarini e Beppe Caccia di Mediterranea. E il mio.
Fermiamoci un attimo qua. Perché in queste parole c’è solo una notizia. Il fatto che anche io sia stato spiato. Non prendetelo come un atto di megalomania. Semplicemente, che Casarini e Caccia fossero stati spiati dai servizi segreti italiani si sapeva già. L’aveva detto l’autorità delegata Alfredo Mantovano nella sua audizione al Copasir, mesi fa. Ed era stato confermato nella relazione del Copasir che aveva addirittura detto che quell’attività era cominciata – con altri spyware – coi governi Conte II e Draghi.
Su di me, invece, sia il governo sia la relazione del Copasir avevano solo seminato dubbi.Dicendo che siccome non erano state ancora trovate tracce nel telefono da Citizen Lab, come nei casi di Caccia e Casarini, né tantomeno tracce di autorizzazioni a spiarmi nei server di AISI e AISE, allora c’era anche una remota possibilità che fossi una specie di “falso positivo”. Remota possibilità che si era poi trasformata in certezza – “Il Copasir ha detto che Cancellato non è stato spiato” – vai a capire perché.
Nonostante i messaggi di WhatsApp. Nonostante le conferme di Citizen Lab, che parlava di me come un “bersaglio”. Nonostante la stessa Citizen Lab avesse trovato tracce di Paragon anche nel telefono di un altro giornalista di Fanpage, Ciro Pellegrino.
Ecco: quella remota possibilità ora non esiste più. Perché nel giro di 24 ore, sono arrivate ben due conferme, indipendenti l’una dall’altra.
La prima per l’appunto quella contenuta nella perizia della procura. Che ha detto – cito testuale, di nuovo – "il periodo di presumibile compromissione dei dispositivi in uso a Casarini, Caccia e Cancellato risalirebbe alle prime ore del 14 dicembre 2024”. Tra l’una e le tre di notte più o meno. Prima me, attorno all’una e diciassette. Poi loro.
Contemporaneamente è arrivato anche un memo di Citizen Lab, che aveva continuato a lavorare sul mio telefono, anche dopo la relazione del Copasir. E che ha confermato a sua volta che la loro analisi indica, "con un alto grado di certezza, che un dispositivo appartenente a Francesco Cancellato è stato compromesso con uno spyware nella data del 14 dicembre 2024". Che in quel periodo sono state individuate "anomalie nell'applicazione Whatsapp, che indicano un'attività che è compatibile con un'infezione di spyware avvenuta con successo".E che tutto questo "non esclude la possibilità che uno spyware sia stato usato sullo stesso dispositivo in altre date".
C’è una seconda notizia, però. E se avete ascoltato bene cos’hanno detto i consulenti della procura, probabilmente, avete già capito di che parlo. Sono loro stessi peraltro a mettere nero su bianco questa notizia. Scrivendo che “l’esecuzione in serie di tre attacchi nella stessa notte suggerisce che essi possano essere stati parte di una medesima campagna di infezione”.
La diciamo meglio: se siamo parte della medesima campagna di infezione vuol dire che chi ha spiato Caccia e Casarini – quindi l’AISI, i servizi segreti interni – ha spiato anche me.
E qui le cose iniziano a complicarsi.
Primo: perché l’AISI e i servizi segreti in generale non potrebbero spiare giornalisti, in virtù della legge 124 del 2007 che regola l’attività dei servizi segreti.
Secondo: perché le procure sono andate a controllare nei server dell’AISI e di spionaggio nei miei confronti non c’è traccia.
Strano, no?
Com’è possibile che io, Caccia e Casarini siamo stati attaccati con lo stesso spyware, la stessa notte, alla stessa ora, ma da due soggetti diversi?
L’AISI una spiegazione ha provato a darla. In una nota informale affidata all’Ansa, una di quelle che iniziano con “fonti dell’Aisi dicono all’Ansa che..”, i servizi segreti interni spiegano "la coincidenza della data di infezione dei device di Caccia, Casarini e Cancellato” con la “mancata funzionalità per più settimane del sistema Graphite fornito dall'azienda Paragon, la quale ha ripristinato il sistema solo a partire dal 14 dicembre 2024, e per tutti i clienti”.
“La data del 14 dicembre – continua la nota – è pertanto esclusivamente quella della ripresa di funzionamento per chiunque avesse in uso Graphite". Traduco: il 14 dicembre c’è stato un malfunzionamento di Graphite ed è come tutte le attività di spionaggio già in essere fossero ripartite da quella data.
Però, anche qui, qualcosa non torna.
Ad esempio: nella relazione del Copasir si dice che l’attività di spionaggio nei confronti di Caccia e Casarini fosse finita a maggio 2024. Fosse anche vero quel che dice l’AISI, come mai è ricominciata il 14 di dicembre?
E ancora: perché se le uniche due attività di spionaggio condotte dall’AISI e oggetto di analisi della procura sono quelle di Caccia e Casarini, cioè due attività regolarmente autorizzate, perché Paragon Solutions dice di aver rescisso i contratti con l’Italia per gravi violazione del contratto, che impediva ai servizi segreti italiani di utilizzare Graphite con giornalisti, politici e attivisti?
In altre parole: con questa perizia abbiamo fatto un piccolo passo avanti nella ricerca della verità su questa storia di Paragon, ma la meta è ancora molto lontana.
Noi continueremo a starci sopra. Voi se potete, dateci una mano, e tenete alta l’attenzione.