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News sull'omicidio di Anica Panfile a Treviso

Omicidio Anica Panfile, resta in carcere Franco Battaggia: “Pericolo fuga, potrebbe reiterare il reato”

Resta il carcere Franco Battaggia, il “re del pesce”, accusato dell’omicidio di Anica Panfile, sua collaboratrice di 31 anni. Secondo le autorità, vi sarebbe il pericolo di fuga e di reiterazione del reato.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Resterà in carcere Franco Battaggia dopo che il Tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso presentato dai suoi avvocati. Le motivazioni della decisione presa alla fine dell'udienza tenutasi questa mattina saranno rese note nei prossimi giorni. Non tornerà in libertà quindi il re del pesce, titolare di una pescheria a Spresiano e finito nel penitenziario di Treviso dopo l'accusa di omicidio. Secondo gli inquirenti, l'uomo avrebbe ucciso Anica Panfile, sua stretta collaboratrice 31enne e madre di 4 figli. La donna fu trovata morta la mattina del 21 maggio in un'ansa del fiume Piave proprio a Spresiano.

Secondo la Procura e i Carabinieri che hanno svolto le indagini, la donna sarebbe stata uccisa da Battaggia nel pomeriggio del 18 maggio. Stando all'accusa, Battaggia aveva convinto la donna a seguirlo a casa sua ad Arcade per prestarle del denaro, ma poi, dopo aver consumato della cocaina, avrebbe avuto con Panfile un rapporto sessuale. In seguito, l'uomo avrebbe provato a sbarazzarsi del corpo gettandolo nel canale della Vittoria a Lovadina.

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Stando a quanto ricostruito, Battaggia sarebbe stato l'ultima persona a vedere in vita Anica e all'interno della sua abitazione sono state trovate tracce di Dna che per gli inquirenti sarebbero appartenenti alla donna. A incastrare l'uomo vi sarebbe in particolare una macchia di sangue su un tappeto di casa: la traccia ematica è stata analizzata e attribuita alla collaboratrice. Secondo chi indaga, il corpo di Panfile sarebbe stato trasportato avvolto nel medesimo tappeto. Il pick up di Battaggia, inoltre, sarebbe stato ripreso più volte nel luogo dove poi è stato ritrovato il cadavere.

Secondo quanto reso noto, l'uomo avrebbe fatto anche dei sopralluoghi a bordo del suo furgone per trovare il luogo e l'orario "perfetto" per lasciare il corpo senza vita della giovane. A condurre gli inquirenti alla decisione odierna sulla custodia in carcere è stato però il pericolo di fuga. Pe il "re del pesce", infatti, vi sarebbe un concreto pericolo di reiterazione del reato e fuga all'estero a causa del suo passato di latitanza relativo a un altro omicidio della quale l'uomo era stato accusato.

Per chi indaga, Battaggia potrebbe reiterare il reato poiché l'omicidio di Anica Panfile non sarebbe stato premeditato, ma il risultato di una discussione in cui l'uomo avrebbe perso le staffe a causa dell'assunzione di cocaina.

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