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News sull'uccisione dell'orsa Amarena in Abruzzo

Orsa Amarena, l’autopsia: “Il proiettile le ha perforato i polmoni, ha provato a rialzarsi”

Secondo quanto emerso dalla necroscopia, eseguita ieri nel dipartimento di medicina veterinaria dell’Università degli studi di Teramo, l’orsa Amarena è morta per emorragia interna dopo che un proiettile le ha perforato i polmoni. In passato le avevano già sparato.
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A cura di Ida Artiaco
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News sull'uccisione dell'orsa Amarena in Abruzzo

L'orsa Amarena è stata uccisa da un unico colpo mortale. Il proiettile le ha perforato i polmoni e il decesso è sopraggiunto per emorragia. È quanto è emerso dai primi risultati della necroscopia, eseguita ieri nel dipartimento di medicina veterinaria dell'Università degli studi di Teramo, sul corpo del plantigrado ammazzato nei giorni scorsi a San Benedetto dei Marsi.

Prima dell'esame, i veterinari hanno eseguito anche una radiografia sulla carcassa del plantigrado che ha confermato la morte per emorragia. Saranno eseguiti ulteriori accertamenti per avere contezza anche sui tempi della morte dell'orsa. Cosa significa questo?

Cosa è emerso dalla necroscopia

Prima di tutto, dalle analisi è emerso anche che in passato avevano già sparato ad Amarena, più volte forse, ma con una sostanziale differenza: che a colpire la mamma dei due cuccioli erano stati dei pallini piccoli da caccia, e non un proiettile calibro 12 che l'ha uccisa. Palla che è stata prima individuata durante le lastre alla Clinica Veterinaria dell'università in mattinata e poi estratta dalla carcassa di Amarena durante la ricognizione cadaverica nel pomeriggio, che è terminata quasi a mezzanotte.

Gli spari di ‘avvertimento', in sostanza di allontanamento, che nel passato avevano attinto l'orsa sono un fatto abbastanza comune nelle terre dei parchi: già l'orso Stefano che fu ucciso in Molise nel 2013 presentava le stesse ferite, ossia un connubio di avvertimenti e una fucilata successiva mortale.

La dinamica e le responsabilità dell'allevatore

La scoperta autoptica cambia la narrazione dell'evento, perché ora è tutto nelle mani del perito balistico Paride Minervini, la cui relazione sarà decisiva per definire l'accaduto. Gli ambienti giudiziari fanno infatti capire che la ricostruzione della dinamica dello sparo è cruciale per definire le responsabilità dell'unico indagato, A.L., dalla tempistica alla scelta dell'arma e del proiettile, passando per la distanza, e la traiettoria, la chiusura del cancello di casa per ‘bloccare' l'orsa.

Il tutto al netto di una morte lenta, dovuta al colpo che è sì entrato nel polmone dal fianco vicino alla spalla, ma che ha compresso irrimediabilmente tutti gli organi interni provocando una emorragia interna. Da quanto è emerso, quella di Amarena è stata una morte lenta e lei ha anche tentato di combattere alzandosi più volte da terra inutilmente.

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