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Storie di italiani all'estero

“Dalle Marche a Budapest per l’Erasmus, ho trovato lavoro qui e sono tornata per restare”: la storia di Sofia

Sofia, 25 anni, originaria di Civitanova, da qualche anno vive e lavora a Budapest, in Ungheria. “Sono arrivata qui la prima volta nel 2021 per un tirocinio Erasmus. Non sapevo bene cosa aspettarmi: ho preso la valigia e ho iniziato un’esperienza che per me è stata bellissima”, racconta la ragazza a Fanpage.it.
A cura di Eleonora Panseri
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Sofia, 25 anni anni, e la città di Budapest
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Sofia ha 25 anni, è originaria di Civitanova, nelle Marche, ha studiato a Rimini ma da qualche anno vive a Budapest, in Ungheria. "Sono arrivata qui la prima volta nel 2021 per un tirocinio Erasmus. Non sapevo bene cosa aspettarmi: ho preso la valigia per fare quest'esperienza che per me è stata bellissima", racconta la ragazza a Fanpage.it.

Dopo essere rientrata in Italia per pochi mesi, è stata assunta da un'azienda di Telecomunicazioni della capitale ungherese, dove oggi vive e lavora. "Qui ti prendono senza grandi esperienze e ti formano loro", spiega Sofia che, laureata in Economia del turismo, di recente ha deciso di aprire anche una pagina Instagram, @marchigianainbudapest, dove offre suggerimenti sulle cose da visitare in città: curiosità, posti da non perdere e dove mangiare.

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"È un progetto parallelo perché nasco come appassionata di turismo, su cui ho incentrato tutti i miei studi. Lavorando in azienda capisco quanto sia appassionata di questo settore. Mi piace entrare in contatto con usi e costumi del posto e queste conoscenze mi piace condividerle con i visitatori italiani per far vivere loro un'esperienza più autentica", spiega. "E, ovviamente, anche a chi vuole trasferirsi posso dare dei consigli!".

Quando e perché ti sei trasferita a Budapest, in Ungheria?

Sono arrivata a Budapest nel 2021 per un tirocinio post-laurea di soli 3 mesi alla Camera di commercio tramite il progetto Erasmus. Non sapevo bene cosa aspettarmi: ho preso la valigia e ho iniziato un'esperienza che è stata bellissima. Sono rimasta sorpresa dalla città e dalle persone che ho conosciuto, da come si vive qui. Vengo da Civitanova, dalle Marche, ma ho studiato Economia del turismo a Rimini all'Università di Bologna e, dopo la laurea, mi sono candidata al bando per venire qui.

Concluso il tirocinio, sono tornata a casa, era estate. In agosto ho iniziato a pensare a una possibile magistrale ma non aveva trovato nulla che mi piacesse e, quindi, visto che non volevo perdere un anno, mi sono messa a cercare lavoro, anche in Ungheria. Dopo circa un mese ho trovato un impiego in un'azienda di Telecomunicazioni proprio qui, a Budapest.

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In questa città ci sono tante multinazionali che aprono sedi ed è stato abbastanza facile trovare offerte. Io ho sempre avuto questa propensione ad andare fuori: ho fatto l'Erasmus ma anche l'au pair (la ragazza alla pari, ndr). Anche perché in passato non ho mai pensato alla mia città come un posto dove posso vivere. E lo penso anche al momento, in futuro chissà…

Cosa ti piace di più di Budapest?

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Budapest è stata davvero una sorpresa. Intanto, mi ha offerto un lavoro: queste aziende non cercano persone con tante esperienza pregressa, ti prendono e ti formano loro. E la possibilità che con solo una triennale un'azienda mi abbia offerto un contratto a tempo indeterminato con tutti i diritti e le tutele di tutti i lavoratori. Ma anche la città ha fatto il suo gioco. È a misura d'uomo, è pedonabile e ciclabile. È una capitale ma non è così grande, ogni posto è facilmente raggiungibile.

I trasporti sono perfetti, sia di giorno che di notte, e questo incide molto sull'aspetto della sicurezza. Nelle zone del centro che frequento mi sento sempre abbastanza al sicuro, posso rientrare davvero a qualsiasi ora ovunque. In più, c'è una grande varietà di attività ed eventi: dalle passeggiate nei parchi alle esibizioni, dalle mostre e i musei alla vita notturna. È molto divertente uscire la sera! E poi è davvero molto bella architettonicamente, fare una camminata è sempre un piacere perché ha bellissimi panorami. Mi ha offerto tutto quello di cui avevo bisogno.

Cosa invece non ti piace?

Ci sono lati positivi e lati negativi, come ogni cosa. Direi che, tra le cose negative, c'è l'andamento politico che mi fa spesso fare due domande. A volte escono scandali politici locali che mi fanno dire: ‘Ma vivo davvero in questo Paese?'.

In più, qui c'è ancora il fiorino, una moneta molto debole che rende più instabile l'andamento economico, crea incertezza perché in un momento è forte, in altri è deboli. In tutta Europa c'è l'euro e quindi quando si esce dall'Ungheria c'è uno svantaggio. Lo stipendio è adeguato alla vita locale, ti permette di vivere, però quando si esce ci possono essere problemi.

Come descriveresti le persone lì?

Gli ungheresi sono persone buone, umili, di cuore, che cercano di aiutarti e ospitarti, offrendoti tutto quello che hanno. Il loro approccio inizialmente è certamente più serio e freddo, a primo impatto potrebbero anche sembrare sgarbati. Ma è solo un'impressione, bisogna entrarci in empatia. Tra l'altro, il mio fidanzato è ungherese quindi direi che gioco in casa!

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Non ho avuto difficoltà a fare amicizia, mi sono creata un bel network con altre persone che sono arrivate qui da altre parti del mondo perché siamo tutti sulla stessa barca: arriviamo tutti qui soli, quindi, poi c'è la tendenza a uscire insieme, a fare gruppo.

Con il cibo e con il clima come va invece, come ti trovi?

Fare una domanda sul cibo a un'italiana è un po' sleale! Partendo comunque dal presupposto che la cucina italiana è difficile da eguagliare, devo dire che con il cibo ungherese non mi trovo male, a me piace. Qua si mangia molta carne, soprattutto pollo e maiale. Vantano la paprika, che è sia la spezia, ma anche il peperone che è alla base della loro cucina tradizionale, hanno davvero molte ricette che lo contengono.

A parte i piatti come il gulash o il kürtőskalács (il dolce tradizionale, conosciuto anche come chimney cake, ‘torta a comignolo', ndr) hanno tante zuppe e molti sapori diversi, nel complesso non posso dire che non è cattiva o che non abbia varietà. Con il mio ragazzo, la sua famiglia e gli amici sono entrata molto in contatto anche con questo aspetto e ogni volta scopro qualcosa di nuovo.

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E anche con il clima non posso lamentarmi, perché negli ultimi anni si è molto mitigato. Gli inverni erano prima molto rigidi e con tanta neve. Da quando sono qui invece, sì, ha nevicato qualche volta e le temperature sono state fredde durante alcune settimane, ma il meteo non mi ha mai impedito di svolgere le mie attività. E d'estate è veramente caldo, l'estate scorsa abbiamo toccato anche i 40 gradi. Non si sta male, in primavera e in estate poi la città è molto bella perché si possono fare tante cose. Ci sono anche tanti festival per cui l'Ungheria è famosa.

Cosa ti manca dell'Italia? 

Io direi il cibo, soprattutto il pesce fresco. Vengo da una città di mare quindi mi manca molto, quello appena pescato, buonissimo. Qui mangio molto pesce di fiume che ha un sapore molto diverso. E poi mi mancano i supermercati (ride, ndr)! Sono così pieni di prodotti, di varietà, e ne rimango davvero innamorata. E anche i modi di fare, la solarità, perché, come abbiamo già detto, in Ungheria sono un po' più freddi e rigidi mentre in Italia puoi fare due chiacchiere con il barista quando vai a prendere un caffè. Siamo indubbiamente più aperti.

A chi consiglieresti Budapest come città in cui trasferirsi?

Innanzitutto, a persone pronte a fare un'esperienza all'estero. Bisogna essere aperti e flessibili nei confronti di quello che si incontra, ci saranno sempre difficoltà da superare, anche per chi si sposta con più facilità, e quindi bisogna volere veramente questa cosa.

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La consiglieri per uno studente, ma anche a chi vuole iniziare a costruire una carriera in azienda. Sono arrivata qui e mi hanno dato la possibilità, senza particolari esperienza di lavorare, di formarmi. Dopo due anni sto imparando sempre più cose e potrebbe essere un buon punto di partenza. Conosco molte persone che sono stati qualche anno qui e ora si stanno spostando in Germania o in Olanda alla ricerca di una situazione migliore.

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