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Omicidio Giulia Cecchettin

Filippo Turetta ha chiuso la bocca di Giulia Cecchettin con lo scotch per non farle chiedere aiuto

Il nastro adesivo, sequestrato dai carabinieri vicino alla traccia di sangue trovata dove la ragazza è stata buttata a terra, nella zona industriale di Fossò, è stato “applicato” da Turetta “probabilmente per impedire a Giulia di gridare”.
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A cura di Davide Falcioni
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Filippo Turetta e Giulia Cecchettin
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Omicidio Giulia Cecchettin

Le grida di aiuto di Giulia Cecchettin durante le prime fasi dell'aggressione da parte di Filippo Turetta, il suo ex fidanzato, sarebbero state soffocate con lo scotch. È quanto afferma un passaggio contenuto nell'ordinanza di custodia cautelare redatta dalla gip di Venezia, Benedetta Vitolo. Il nastro adesivo, sequestrato dai carabinieri vicino alla traccia di sangue trovata dove la ragazza è stata buttata a terra, nella zona industriale di Fossò, è stato "applicato" da Turetta "probabilmente per impedire a Giulia di gridare".

Il Gip: "Turetta ha commesso un delitto di manifesta disumanità"

Turetta, ora accusato di omicidio volontario aggravato e sequestro di persona dell’ex fidanzata, secondo il dispositivo della gip ha commesso un delitto di "inaudita gravità e manifesta disumanità". La giudice Vitolo ha ricostruito quanto accaduto la sera dell’11 novembre scorso quando, dopo una serata trascorsa insieme a scegliere il vestito per l’imminente laurea di Giulia, il ragazzo e la ragazza avevano iniziato a litigare nel parcheggio di via Aldo Moro, a circa 150 metri dall'abitazione della 22enne. Le indagini e gli orari delle riprese dalle telecamere restituiscono, minuto per minuto, la dinamica del femminicidio.

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Le due fasi del delitto di Giulia Cecchettin

Secondo la gip si è trattato di un’aggressione "in due fasi", una morte dovuta a "shock emorragico". Filippo Turetta ha aggredito Giulia "violentemente provocandone la caduta" nell’area industriale di Fossò. Dopo aver urtato violentemente la testa sull'asfalto la studentessa è stata raggiunta "da ripetuti colpi da arma da taglio" che ne hanno causato il decesso. Non solo: Giulia è stata prima "aggredita con ripetuti calci mentre si trovava a terra, tanto da farle gridare ‘mi fai male' invocando contestualmente aiuto". La giovane è stata poi caricata in auto, e Turetta ha proseguito fino alla zona industriale di Fossò: qui una telecamera di videosorveglianza mostra gli ultimi istanti di vita della ragazza. La morte della 22enne sarebbe avvenuta proprio nella zona industriale, quando il ragazzo l'ha spinta con violenza a terra facendole sbattere la testa.

Il Gip: "Filippo Turetta può uccidere altre donne"

L'omicidio di Giulia è stato dunque efferato e realizzato con enorme crudeltà. Per questo Filippo Turetta deve stare in carcere . In uno dei passaggi dell’ordinanza con cui il gip di Venezia Benedetta Vitolo ha disposto l’arresto, poi diventato mandato europeo di cattura eseguito in Germania, si afferma che il giovane potrebbe uccidere altre donne. "Turetta con questa aggressione a più riprese e di inaudita ferocia ai danni della giovane fidanzata, prossima alla laurea, ha dimostrato una totale incapacità di autocontrollo", si legge. Elementi idonei "a fondare un giudizio di estrema pericolosità e desta allarme" dato che "i femminicidi sono all’ordine del giorno". Il 22enne appare "imprevedibile, perché dopo aver condotto una vita all’insegna di un’apparente normalità, ha improvvisamente posto in essere questo gesto folle e sconsiderato".

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