Ci sono paesi poveri e paesi che poveri non sono, ma nei quali anche la miseria trova la sua collocazione, di solito ai margini dei grandi centri economici, al di sotto del suolo o in baraccopoli di periferia. In Italia un bambino su tre è a rischio povertà, mentre un milione versa in condizioni di povertà assoluta. Numeri talmente elevati da rendere l'indigenza un dato osservabile da tutti, per strada, nelle scuole, nei negozi. Ciononostante, l'abitudine e la fretta rendono l'osservazione distratta e incapace di valutare la portata reale di un problema che, tra i paesi dell'Ocse, caratterizza l'Italia più di quanto si possa immaginare. Per questo motivo abbiamo deciso di elencare dieci beni a cui il bambino povero non ha facile accesso. Per far capire il significato quotidiano ed invasivo della povertà a chi ne è solo osservatore.

Sommario:

1) Aria
2) Spazio
3) Giochi
4) Casa
5) Varietà a tavola
6) Abbigliamento adeguato
7) Controlli medici
8) Istruzione
9) Viaggiare
10) Mangiare con gli amici

Aria

Zona popolare di Napoli durante la crisi dei rifiuti del 2010.
in foto: Zona popolare di Napoli durante la crisi dei rifiuti del 2010.

E' un bene fondamentale e, ciononostante, sempre più difficile da reperire. Di aria, in verità, ce n'è in abbondanza, ma in città bisogna accettare il compromesso di respirare anche anidride carbonica e particolato. Data la scarsità di aria buona, se ne compra un tot quando si acquista una casa su uno spazio verde, mettendo nel conto anche la prossimità alle aree verdi. Le case che invece affacciano su una via ad alto traffico di vetture o vicine ad inceneritori ed industrie costano meno. Il male dell'aria inquinata riguarda ormai tutti: occidentali e non, con e senza soldi. Ma se in città l'aria buona è un lusso, di certo non se la potranno permettere i bambini poveri.

Spazio

Aree verdi nel cuore delle città: un tesoro.
in foto: Aree verdi nel cuore delle città: un tesoro.

E' più di un bene, dato che vi si colloca (in senso strettamente materiale) la vita. Persino le tre dimensioni si sono ridotte per effetto dell'urbanizzazione, ma chi può acquista un giardino, una casa grande, quando può evade con navi ed aerei e raggiunge quei pochi spazi in cui è ancora possibile allargare le braccia senza temere di schiaffeggiare involontariamente qualcuno. Per un bambino povero lo spazio è quello che si condivide con otto fratelli in una stanza pensata per essere abitata da due persone, è quello di una partita di calcio fatta in una strada stando attenti a passanti ed automobili o è quello degli scogli sul lungomare dove è possibile fare il bagno gratuitamente dove si riversano gli scarichi urbani.

Il superfluo da giocare

Secondo alcuni ciò che caratterizza l'uomo dagli altri animali è il rapporto privilegiato con il superfluo. Il gioco complesso, codificato in regole sportive o in tecnologie, fa parte di tutto ciò che, non producendo un'utilità immediata, alimenta l'immaginario e la socialità, che sono per l'appunto capacità strettamente umane. Gli sport – che necessitano di spazi e strutture – fanno parte ormai di quella categoria di servizi che costa e che, in quanto tale, non è per tutti. La tecnologia – quella di un gioco parlante, di una macchinina telecomandata o di una console – non è certo la priorità di una famiglia indigente.

Casa

Foto da Pixabay.
in foto: Foto da Pixabay.

Chi un lavoro non ce l'ha, si deve avvicinare alla città per poter trovare impiego più facilmente. Chi si avvicina alla città, deve accettare costi crescenti. E' il prezzo delle chances, ossia di qualcosa che non è, ma che un giorno – forse – potrà essere. Si dice spesso che in Italia l'80% dei nuclei familiari possiede una casa di proprietà. Resta un 20% che ogni mese deve dei soldi ad un proprietario di casa e, in realtà, da quell'80% bisognerebbe ricavare la percentuale di chi, pur essendo proprietario di casa, paga un mutuo e può, nel peggiore dei casi, essere messo alla porta. 300.000 provvedimenti di sfratto sono stati emessi per morosità negli ultimi 5 anni, 100.000 sono stati eseguiti. 20.000 giovani circa – tra neonati e ragazzi – trovano ospitalità in strutture di accoglienza.

Dieta varia

Foto da Wikipedia.
in foto: Foto da Wikipedia.

La dieta mediterranea che ci invidia tutto il mondo sembra retrocedere di fronte all'avanzare della crisi. Secondo un'indagine di Coldiretti si mangiano sempre meno pasta, olio extravergine, pesce e verdure. Un ripensamento della nostra dieta dovuto alla necessità di risparmiare e che – a causa delle crescenti difficoltà economiche – interessa una fascia di popolazione sempre più ampia. C'è tuttavia chi non ha dovuto attendere la crisi economica per eliminare o ridurre dai propri pasti i cibi salutari e costosi: talvolta anche i genitori più amorevoli e coscienziosi devono rinunciare – per sé e per i propri figli – ad un pasto a base di pesce.

Abbigliamento

Foto da Pixabay.
in foto: Foto da Pixabay.

Il problema si pone in inverno, quando il freddo non dà scelta e impone abiti pesanti e costosi. La raccolta dei vestiti usati e la loro redistribuzione risponde almeno in parte alla necessità fondamentale di proteggersi dalle intemperie. L'abbigliamento tuttavia è anche un elemento della socialità e le dinamiche di segregazione possono avvalersi di questo elemento. Per quanto problemi simili siano espressi da bambini non poveri e generati dall'ambiente sociale che li alleva, gli effetti si possono riflettere sui meno abbienti generando sentimenti di esclusione. Un adulto può comprendere (e non sempre vi riesce) che l'usura e la marca di un vestito non indicano appartenenza o meno ad un gruppo. Per un ragazzo può essere più difficile.

Controlli medici

Foto da Wikipedia.
in foto: Foto da Wikipedia.

"Basta che ci sta la salute", dice un vecchio adagio, ma gli italiani – di fronte alla crisi – hanno deciso di tagliare anche le spese mediche. L'attenzione per la salute è direttamente proporzionata al reddito di una famiglia e così appare evidente che i nuclei ricchi si sottopongono più facilmente dei meno abbienti a frequenti controlli medici. Va detto peraltro che alcune abitudini scorrette – si vedano in particolare i paragrafi precedente "aria", "spazio" e "dieta varia" – dovrebbero imporre misure di profilassi maggiori proprio verso i bambini che vivono in condizioni di povertà.

Istruzione

Foto da Pixabay.
in foto: Foto da Pixabay.

Far studiare con profitto un figlio può risultare particolarmente difficile quando su una famiglia incombono problemi ben più urgenti. Altrove abbiamo parlato dei costi dell'istruzione, avendo avuto in tal modo l'occasione di evidenziare quanto sia onerosa anche la scuola dell'obbligo. A gravare sulle famiglie, tuttavia, non è solo il servizio base di scuola e libri, ma anche la possibilità di dare ai propri figli strumenti e personale didattico aggiuntivi. Il sostegno di un professore privato o di una scuola specializzata rappresentano il vero discrimine tra agiati e meno abbienti. In un mondo competitivo come il nostro, tuttavia, la scuola dell'obbligo rappresenta uno standard spesso insufficiente ad assicurare un futuro stabile, per cui il problema dell'istruzione continua a porsi anche negli anni successivi.

Viaggiare

Bambini sulla piscina panoramica del Marina Bay Sands resort hotel a Singapore.
in foto: Bambini sulla piscina panoramica del Marina Bay Sands resort hotel a Singapore.

E' un divertimento e un'esperienza istruttiva. Per quanto si possa parlare di low cost, il viaggio resta un passatempo che non tutti possono permettersi. Una famiglia che viaggia molto ha modo di relazione il bambino ad altri coetanei e culture, di far conoscere luoghi storici e nuovi paesaggi. In fin dei conti, il beneficio di un viaggio non è distante dagli obiettivi che si pone l'Istruzione. Ma per poter portare una famiglia oltre i confini regionali e – ancor più – oltre quelli nazionali servono tempo e soldi. Il viaggio, pertanto, difficilmente rientra nelle esperienze di un bambino povero.

Mangiare con gli amici

Foto da Wikipedia.
in foto: Foto da Wikipedia.

Volendo limitare il nostro discorso ai bambini in età pre-adolescenziale, mangiare con gli amici non è ancora un problema che si pone nelle uscite serali tra coetanei (e che pure richiedono un po' di soldi). L'isolamento di chi non può mangiare con i compagni di classe in mensa (nemmeno per consumare il proprio pasto da casa) perché i genitori non sono in regola con la retta mensile. Succede a Vigevano (Pavia) ed è soltanto una delle tante iniquità che caratterizzano il refettorio delle scuole italiane.