25 ottobre 2015. Sepang, Malesia. È appena andato in scena il penultimo Gran Premio della stagione 2015, quello che resterà uno dei GP più controversi degli ultimi anni, teatro dello scontro tra Valentino Rossi e Marc Marquez. Prima della gara, il pilota Yamaha è in testa al Motomondiale, che si sta giocando punto a punto con il compagno di scuderia Jorge Lorenzo, mentre lo spagnolo della Honda non può ambire a quello che sarebbe il suo terzo titolo di fila. Nella conferenza stampa pre-gara, Valentino ha accusato Marquez di "tifare Lorenzo", avendo il pilota della Honda ostacolato il numero 46 nella gara precedente, quella in Australia. Marc non risponde a parole, mentre in pista va in scena un duello continuo, fatto di reciproci sorpassi e colpi bassi, fin quando una collisione tra i due provoca la caduta di Marquez, mentre Valentino arriva terzo, alle spalle di Pedrosa e Lorenzo.

Se il corso degli eventi si fosse fermato qui, Rossi e Lorenzo avrebbero duellato per il titolo nell'ultimo GP, in programma a Valencia. In realtà, l'episodio della caduta di Marc viene riesaminato al termine della gara e i giudici si convincono della responsabilità di Rossi, reo di aver allargato la gamba per ostacolare l'avversario. Valentino scivola nell'ultima posizione della griglia di partenza della settimana successiva, vedendo sfumare definitivamente le sue speranze di raggiungere il settimo titolo di campione del mondo MotoGP. Da quel momento in poi, Valentino Rossi e Marc Marquez diventeranno acerrimi nemici, ma il loro rapporto non è stato sempre conflittuale, anzi.

Il primo approccio: il sorpasso di Laguna Seca

Fino a quell'ottobre del 2015, infatti, Valentino e Marc si stimano reciprocamente, affrontandosi in un clima di sana competizione. Il numero 93 esordisce in MotoGP nell'aprile 2013 a vent'anni. Prima di trovarselo da avversario, era un tifoso dichiarato del pilota italiano, con cui ha anche delle foto fatte quando era ancora un bambino. I due si fiutano a vicenda finché, il 21 luglio 2013, due mesi dopo l'esordio nella classe regina, la pista di Laguna Seca diventa teatro del loro primo duello. Il circuito americano è conosciuto per la presenza del cosiddetto "cavatappi", una curva difficilissima, unica nel Mondiale. Rossi ne è il re, dopo avervi superato Casey Stoner nel 2008, in uno dei sorpassi più belli e discussi della MotoGP. Nel 2013 Valentino cambia ruolo, passando da carnefice a vittima. Marquez, infatti, senza alcun timore reverenziale nei confronti del pilota italiano, azzarda la manovra al cavatappi sul 46, in un sorpasso che segna, metaforicamente, il passaggio del testimone da Rossi a Marc. Il classe '79 non la prende male: a fine gara, dopo essere arrivato terzo dietro proprio a Marquez e a Bradl, scherza con il pilota spagnolo, abbracciandolo e dandogli il cinque. Anche le sue dichiarazioni vanno nello stesso senso:

Riguardo al sorpasso di Marc, ho dato tutto, ma oggi non era la mia giornata migliore, Marquez era troppo forte. Comunque ci saranno altre battaglie, in cui cercherò di andare più forte di lui per restituirgli quanto mi ha fatto oggi.

Marquez ha belle parole per Rossi, ammettendo l'inferiorità del suo sorpasso rispetto a quello rifilato dall'italiano a Stoner:

Ho superato Valentino nella stessa curva in cui lui passò Stoner nel 2008, anche se i sorpassi sono un po' diversi perché il suo è stato più spettacolare.

Il primo titolo di Marquez e la stima di Rossi

Il Motomondiale del 2013 va avanti con Marquez che si avvia al suo primo titolo nella stagione di esordio. Così, prima del GP di Misano del 15 settembre, circuito di casa per Valentino Rossi, il 46 si lascia andare a parole al miele nei confronti dello spagnolo:

Ciò che Marquez sta facendo quest'anno è impressionante ed è determinato dalla sua forza mentale. Lui è partito con la convinzione di poter vincere il Mondiale, al contrario di quanto ho fatto io nel 2000 quando debuttai in 500, non ho mai avuto in testa di poter vincere il campionato. Marquez, invece, ha la testa giusta, può vincere già al debutto e ha dimostrato di essere qualcosa in più di un semplice giovane talento.

Come predetto da Valentino, Marc vince il Mondiale del 2013 da rookie. Rossi si è già accorto dello sconfinato talento del numero 93 della Honda e, prima di iniziare la nuova stagione, ammette umilmente di aver rubato con gli occhi dal suo giovane avversario:

Ho provato a cambiare un po' il mio stile, cerco di stare più fuori dalla moto, un po' come fa Marquez, anche se non posso replicarlo fedelmente, perché le mie gambe sono troppo lunghe.

Il rapporto di stima reciproca è ancora una volta confermato. Rossi tratta Marquez come un avversario che ha raggiunto già il suo stesso livello, pur avendo in bacheca cinque titoli di MotoGP in più dello spagnolo. Il 2014 è il primo anno in cui i due lottano seriamente per il titolo: alla fine la spunterà ancora una volta Marc, lasciando Valentino al secondo posto. Subito dopo il GP di Germania, dove arriva la nona vittoria consecutiva dall'inizio del Mondiale per lo spagnolo, il numero 46 tesse ancora una volta le lodi del suo avversario, ricordando, però, la migliore tenuta della Honda rispetto alla sua Yamaha:

Marc ha fatto un passo in avanti, è concentrato, determinato. È l'unico in grado di usare tutta la potenza della Honda entrando in derapata. Sfortunatamente con la Yamaha ciò è non è possibile, con la mia moto avrebbe problemi a mantenere il suo stile di guida.

"Marquez è un bastardo" e la sfida a Tavullia

Si arriva, così, al settembre 2014, ultimo atto della loro storia di amicizia e rispetto, prima della rottura dell'anno successivo. Il teatro si divide tra quel circuito di Misano tanto caro a Rossi e il suo ranch di Tavullia, in provincia di Pesaro e Urbino, dove il campione italiano è cresciuto. Prima del GP di San Marino e della Riviera di Rimini, che Rossi conquisterà dopo essere partito in prima fila, a Valentino viene chiesto chi sia il rivale da battere il giorno dopo. Il 46 risponde scherzando, con il sorriso sulla bocca:

Se guardiamo le prove, Lorenzo è l'uomo da battere, ma non si può mai sapere con Marc. È un bastardo, domani vorrà vincere più che al 100%…

Valentino vince a Misano, ma capitolerà alcuni giorni dopo, in una sfida molto più "intima". Marquez, infatti, resta in Italia e si reca a Tavullia, nel Ranch del Dottore. Tra i due va in scena una sfida sul circuito sterrato di casa Rossi, dove Marc chiude un giro della pista stratosferico, frantumando il record di Vale di tre secondi. Tutti a bocca aperta, ma non Valentino, che conosce le qualità del rivale e si congratula con lui. Ciò che si racconta, inoltre, è che l'allora pilota ventunenne si sia talmente divertito nel ranch di Tavullia, da aver chiesto al Dottore una consulenza per rendere più divertente la sua pista sterrata di Rufea, nei pressi di Barcellona.

È l'ultimo scampolo di una storia fatta di due anni di amicizia, stima, rispetto reciproco e sana competizione. Il GP di Sepang dell'anno dopo cambierà per sempre il loro rapporto, che da quel giorno è diventato freddo e distaccato. Negli amanti del motociclismo resterà per sempre il rimpianto di essersi goduti solo per poco una rivalità che sarebbe potuta essere vissuta in maniera accesa in campo e serena fuori, e che invece passerà agli annali come una tra le più dure della storia delle due ruote.