Una stagione maledetta che rischia di non iniziare mai. Semafori spenti, nessuna possibilità di veder sventolare la bandiera a scacchi. Il campionato mondiale di Formula Uno 2020 non partirà nemmeno in Canada. A Montreal non ci sarà rombo di motori ma solo silenzio assoluto. Il "circus" dei motori è costretto, ancora una volta, al rinvio a causa dell'emergenza Coronavirus. Del resto l'evoluzione e la diffusione del contagio da Covid-19 negli Stati Uniti, compreso il Nord America, è tale da indurre gli organizzatori a dichiarare impossibile la disputa del Gran Premio.

Ciò che era un timore fino a qualche giorno fa adesso è diventato comunicazione ufficiale come si apprende dalla nota diffusa da Liberty Media: nel week-end del 14 giugno paddock e box resteranno chiusi, non ci sarà il tradizionale esodo di scuderie e tifosi. La pandemia da Coronavirus blocca ancora la Formula Uno.

Una decisione che è stata difficile da prendere – come si legge nella nota pubblicata dagli organizzatori -. Saremmo stati onorati di ospitare la prima gara del Mondiale 2020 purtroppo questo non sarà possibile. Non potevano fare altro che ascoltare e accogliere tutte le prescrizioni delle autorità sanitarie per arginare a pandemia da Covid-19. Al momento la priorità è concentrare tutti gli sforzi per combattere la diffusione del virus, vi aspettiamo al circuito "Gilles Villeneuve" non appena ci saranno le giuste condizioni di sicurezza

Quando si svolgerà il primo Gran Premio della stagione 2019-2020? Allo stato dei fatti, calendario alla mano e salvo ulteriori cambiamenti provocati dall'emergenza, la prima data utile riporta all'appuntamento in Francia, previsto per il 28 giugno sul circuito "Paul Ricard".

Tra cancellazioni e rinvii sono già otto le tappe del Mondiale saltate. Il primo Gran Premio archiviato in fretta è stato quello di Melbourne, inizialmente previsto per il 15 marzo: è stato cancellato e non verrà recuperato così come quello di Montecarlo. Rinviati gli appuntamenti in Bahrein, in Vietnam, in Cina, in Olanda, in Spagna, in Azerbaijan e in Canada. La lista, però, rischia di allungarsi ulteriormente a giudicare dalle perplessità che gravano sulle tappe estive oltre alla Francia: Austria (5 luglio), Gran Bretagna (19 luglio), Ungheria (2 agosto), Belgio (30 agosto).