L'allarme di Bruno Zuccarelli , vicepresidente dell'Ordine dei Medici di Napoli è di quelli con parole forti destinate a diventare titolo di giornale: "Napoli è malata.  Non rendiamo vana la sofferenza dei mesi scorsi, altrimenti molto presto saremo costretti a vedere sfilare carri militari impegnati a trasportare altrove le bare dei nostri cari. Il Covid non lascia seconde occasioni, i nostri medici lo sanno bene". Il riferimento è al corteo di bare trasportate dai camion dell'Esercito a Bergamo, il 18 marzo scorso, nel periodo iniziale della pandemia di Nuovo Coronavirus in Lombardia.

Zuccarelli  spiega in una lettera-appello la sua visione delle cose in un periodo in cui a Napoli è picco di contagi: "Non dimentichiamo che questa è una guerra e anche se al momento ci sembra che le cose vadano ancora benino, far finta che non lo sia ci porterebbe al disastro. Le notizie che arrivano dagli ospedali mi preoccupano molto. Una delle prime lezioni che mi sono state impartite in gioventù è stata che girare la testa dall'altra parte non serve a nulla, le malattie e' bene scovarle sul nascere e affrontarle di petto. Per questo è bene dircelo fuori dai denti, la Campania è malata. Napoli è malata".

"Era presumibile che alla fine il Covid riuscisse a fare breccia – continua Zuccarelli – ad insinuarsi nelle nostre case più di quanto non avesse fatto a ridosso del lockdown. I cittadini napoletani, e più in generale campani, hanno dimostrato nel corso della prima ondata di avere un grande rispetto per le regole. Regole calate dall'alto con dolore, ma necessarie. Ora però è tempo che queste stesse regole arrivino da noi, serve che tra le istituzioni e i cittadini si stringa un'alleanza forte. Non possiamo permetterci indugi. Rappresentarla come una contesa tra politica e cittadinanza ci renderebbe più deboli, in ballo c'è la nostra salute e la situazione, vi assicuro, è più grave di quanto possa apparire".

È di qualche ora fa la notizia della morte, dopo una lunga sofferenza, di un medico di base, Ernesto Celentano, contagiatosi durante la sua quotidiana battaglia, curando i tanti pazienti del territorio dell'area Nord. Un sacrificio che ha scosso la categoria e che arriva dopo altre morti avvenute nel periodo della prima ondata.

Prosegue il vice presidente dell'Ordine dei medici: "Napoli ha già dimostrato di essere una città resiliente, è nel suo Dna. Non abbiamo ancora passato il punto di non ritorno se capiamo che dai nostri comportamenti dipende la vita di centinaia di persone possiamo essere noi a decidere del nostro futuro prossimo. Non aspettiamo che qualcuno ci imponga regole, poniamo noi stessi in essere quelle cautele che ormai abbiamo imparato a conoscere. È un grande sacrificio Non sarà facile, ma se ciascuno farà la propria parte sarà possibile" conclude.