"Su bullismo e violenza la scuola deve adottare una linea dura" e "provvedimenti severi". Lo ha detto in un'intervista al Quotidiano nazionale, il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, che ha spiegato che nei casi di aggressione ai docenti il Miur è pronto a costituirsi parte civile. I provvedimenti disciplinari si sono resi necessari per l'escalation di episodi di bullismo in classe, in cui rimangono spesso coinvolti gli insegnati. "Dietro a questi episodi di cronaca – ha detto Marco Bussetti – ci sono motivazioni culturali che investono la società nel suo complesso e vanno analizzate nel dettaglio per invertire la rotta. Non possiamo in alcun modo permettere che si possa mancare di rispetto a un docente. Gli insegnanti sono tra i principali pilastri del nostro sistema d'istruzione. Meritano fiducia. Riconoscimento sociale. Perché – ha aggiunto – è dal loro lavoro che dipende la qualità della formazione e dell'educazione dei nostri giovani". Presto, ha spiegato Bussetti, sarà presentata una proposta di legge per rendere obbligatoria l'educazione civica, "dalla scuola d'infanzia fino alla secondaria di secondo grado".

"Bisogna riconoscere purtroppo –  ha detto il ministro parlando del rapporto dei ragazzi con i genitori – che in questi anni il patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia si è incrinato. Non solo, politiche disattente nei confronti dei docenti hanno contribuito a minare la dignità e l'autorevolezza di una professione importante e delicata. Non può più essere così. La scuola deve essere il luogo più distante dalle prevaricazioni, dalla violenza, dalle aggressioni". Il ministro ha sottolineato che per raggiungere questi risultati è necessario ridurre il numero dei precari, attraverso concorsi più frequenti, banditi nelle varie Regioni in cui ci sono posti vacanti. Ed è altrettanto necessario stanziare le risorse per l'aumento degli stipendi: il ministro ha assicurato che i soldi ci sono, e che quindi non ci saranno i tagli che sarebbero scattati già da gennaio.

Poi è tornato a parlare della proposta lanciata varie volte da Matteo Salvini, per rendere di nuovo obbligatorio il grembiule: "Se la scelta è condivisa e accettata anche dall'istituto è una cosa sulla quale si può anche riflettere". Il ministro vuole inoltre introdurre gli armadietti a scuola, uno per ogni studente, idea che aiuterebbe i ragazzi a sentirsi a casa anche negli edifici scolastici.