Un incarico in Aler, l'azienda lombarda per l'edilizia residenzale, con consulenza da 22mila euro per l'ex socio dello studio legale di Attilio Fontana, Luca Marsico. È il nuovo caso emerso in Regione Lombardia, già nella bufera per le numerose inchieste giudiziarie legate alla gestione dell'emergenza coronavirus.

Incarico in Aler da 22mila euro per l'ex socio: nuova grana per Attilio Fontana

A rischiare di mettere nuovamente in difficoltà il governatore leghista è lo stesso Luca Marsico per il quale, un anno fa, Fontana era stato indagato per abuso d'ufficio in un filone dell'inchiesta "mensa dei poveri". Allora nel mirino degli inquirenti c'era un presunto tentativo di Fontana di piazzare l'amico in un ente regionale. La Procura aveva poi chiesto l'archiviazione e lo stesso Marsico, ai microfoni di Fanpage.it, aveva difeso Fontana.

Marsico, già al centro delle indagini per abuso d'ufficio sul governatore un anno fa

Ora il nome di Marsico, come riportato ieri dal quotidiano La Stampa, spunta in una delibera del 28 maggio. Ancora nel pieno dell'emergenza coronavirus, e mentre stava per scoppiare il caso dei camici ordinati dalla centrale acquisti regionale all'azienda del cognato di Fontana, la delibera di Aler (che Fanpage ha potuto visionare) nominava nell'organismo di vigilanza (che ha il delicato compito di controllare la gestione del disastrato patrimonio edilizio dell'azienda, i cui bilanci sono da anni in profondo rosso) l'avvocato Luca Marsico "quale membro esterno" per un compenso annuo "determinato in 22.000,00 euro più Iva". La nomina parte dal primo giugno 2020 e ha durata triennale.

La delibera del 28 maggio, in piena pandemia

Oltre a Marsico, nell'organismo entrano anche Cristoforo Vinci e a Carmine Pallino, quest'ultimo è l'ex commissario della Fondazione Molina di Varese, una delle tre più importanti case di riposo della Lombardia, fondazione privata il cui Presidente e Consiglio di Amministrazione vengono nominati dal sindaco di Varese. Che fino al 2016 è stato Attilio Fontana.

Nulla di illegale nella nomina, ma un nuovo elemento su cui le opposizioni battono per sottolineare la discussa abitudine giunta Fontana di nominare "vecchie conoscenze" per incarichi ben remunerati. "Questo è il sistema Lega, che nomina sempre gli stessi e usa il potere in modo inaccettabile. E il sistema che va mandato a casa", è il commento del Pd lombardo.