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Sofia Castelli accoltellata dall’ex fidanzato, l’amica Aurora: “Ha preferito ucciderla che vederla felice”

All’istituto Besta di Milano una mattina per ricordare Sofia Castelli, 20enne uccisa dall’ex fidanzato lo scorso luglio, che lì aveva frequentato le scuole superiori. Inaugurata una panchina rossa in sua memoria e annunciata una borsa di studio a suo nome. La migliore amica della ragazza, Aurora Fiameni, parla agli studenti della violenza di genere: “Tutte potremmo essere Sofia”
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A cura di Chiara Daffini
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La panchina rossa dedicata a Sofia Castelli nella scuola frequentata dalla ragazza
La panchina rossa dedicata a Sofia Castelli nella scuola frequentata dalla ragazza

"Magari l'avrete incrociata nei corridoi, in cortile o alle macchinette. Sofia due anni fa era seduta dove siete seduti voi ora e quello che le è successo potrebbe accadere a chiunque". Così Aurora Fiameni introduce ai ragazzi delle classi quarte e quinte dell'istituto superiore Fabio Besta di Milano il ricordo della sua amica Sofia Castelli, uccisa a coltellate dall'ex fidanzato lo scorso 29 luglio mentre Aurora dormiva nella camera accanto.

Sofia e Aurora si erano diplomate nel 2022 proprio al Besta, che per ricordare la ragazza, lunedì 27 novembre ha organizzato una mattinata di confronto e riflessione, culminata con l'inaugurazione di una panchina rossa in memoria di Sofia.

"Il 29 luglio ho ricevuto un messaggio dalla coordinatrice della 5F, che mi diceva che Sofia era stata uccisa – ricorda la dirigente scolastica del Besta, Annalisa Raschellà -. Quando succedono drammi di questo tipo una preside si chiede che cosa può fare. Mi sono anche domandata come mai ragazzi nati nel 2000 vivono dimensioni che dovrebbero appartenere a un’epoca passata. Invece non è così, perciò questo è un tema che riguarda tutti noi e la panchina rossa in memoria di Sofia deve essere un presidio quotidiano perché ciò non accada più".

"Sofia – dice la professoressa Teresa Tedeschi, da cui è partita l'idea della mattinata – è stata mia alunna per cinque anni e il nostro rapporto è proseguito anche dopo il diploma. Faccio ancora fatica a credere che tutto questo sia vero ma mi impegno per mantenerne vivo il ricordo e per far sì che sia da monito per gli altri ragazzi. Anche per questo, grazie al sostegno di Scarpetta Rossa, abbiamo istituito una borsa di studio in memoria di Sofia, che sarà assegnata con criteri di merito e di bisogno a studenti dell'ultimo anno per il proseguimento degli studi".

Scarpetta Rossa, "Non è una lotta tra i sessi"

Non solo simboli, dunque. La scuola in cui Sofia Castelli ha trascorso la sua adolescenza si sta mobilitando per generare una riflessione continuativa, per esempio con la collaborazione dell'associazione antiviolenza Scarpetta Rossa, che proprio nella mattinata del 27 ha portato le voci di esperti e testimoni diretti. "Qualsiasi rapporto in cui uno dei due manifesta possessività è un rapporto che può sfociare nella violenza – spiega ai ragazzi e alle ragazze Gualtiero Nicolini, di Scarpetta Rossa -. Ma la questione non va affrontata con la strumentalizzazione politica e la polarizzazione: non è una lotta tra sessi, bensì un problema sociale da risolvere tutti uniti".

E per Scarpetta Rossa, oltre alle avvocate Sara Contoli e Stefania Zapparrata, specializzate in violenza di genere, sale sul palco Margherita De Pompeis, di soli 21 anni: "Mi sono avvicinata all'associazione per il mio trascorso personale – racconta – e ora aiuto ragazze e ragazzi. Abbiamo creato un progetto specifico per i più giovani, dal momento che il 16% delle vittime di femminicidio sono persone under 30. Usiamo i social per mostrare i segnali che devono mettere in allarme prima che sia troppo tardi".

"C’è una struttura di potere culturale – aggiunge la psicologa Anna Piccirillo – che è l’hummus della violenza contro le donne, tale per cui tutti e tutte nasciamo maschilisti. Sono impalcature simboliche che atavicamente vedono l’uomo come cacciatore e la donna come preda, legittimando atteggiamenti di sottomissione e anche la colpevolizzazione della vittima, che dopo aver subito e denunciato la violenza è soggetta a un processo alla persona, una messa in discussione di ‘donna in quanto donna'. Così è sempre più difficile denunciare".

Aurora Fiameni inaugura la panchina rossa dedicata all'amica Sofia Castelli nel cortile della scuola Besta
Aurora Fiameni inaugura la panchina rossa dedicata all'amica Sofia Castelli nel cortile della scuola Besta

L'amica Aurora, "Potremmo essere tutte Sofia"

Il più atteso è l'intervento di Aurora Fiameni, la migliore amica di Sofia, presente, dormendo nella stanza vicina, quando Zakaria Atqaoui uccise a coltellate l'ex fidanzata dopo essersi intrufolato di nascosto in casa. "Oggi non sono qui per raccontarvi quello che è successo il 29 luglio, ma per raccontarvi chi era Sofia – dice ai quasi coetanei seduti davanti a lei nell'aula magna -. Sofia era una ragazza dolce, solare, sempre gentile con tutti e amata da tutti. Zakaria non aveva mai dato grandi problemi, l'errore che tutti noi che li vedevamo abbiamo fatto è stato sottovalutare l'estrema gelosia di lui".

"Magari avrete incrociato Sofia per i corridoi, in cortile o alle macchinette – continua Aurora -, due anni fa lei e io eravamo sedute qui come voi e mai avrei immaginato che oggi sarei stata qui a parlarvi di lei vittima di femminicidio. Per questo vi dico: non credete che questo tipo di cose accadano solo agli altri, toccano tutti noi, anche le persone più forti come Sofia, e dobbiamo riconoscere le relazioni tossiche per interromperle".

"La famiglia di Sofia – conclude Aurora – oggi non riesce ancora a essere presente in manifestazioni come queste, il dolore è troppo forte, ma vi ringrazia – dice rivolgendosi agli studenti – sia per l'attenzione sia per quello che farete oggi e domani contro la violenza di genere".

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