Il professore Mauro Mortara (Foto Fb)
in foto: Il professore Mauro Mortara (Foto Fb)

Non l'avrebbe mai (o quasi) utilizzata. Né in classe, né nei corridoi, né tantomeno al bar della scuola presso cui insegna Storia e Filosofia. Il professore Mauro Mortara proprio non ne vuole sapere di indossare la mascherina. E così, dopo mesi di richiami e una segnalazione ai carabinieri, la preside dell'Istituto Superiore Enrico Fermi di Mantova, la dirigente Marianna Pavesi, lo ha fatto sanzionare proprio dai militari, allertati dopo aver notato che il suo docente, ancora una volta, durante una lezione in presenza, non vestiva il dispositivo di protezione individuale.

"L’obbligo di coprire naso e bocca è paragonabile alle leggi razziali del Ventennio fascista"

Come riportato dal Corriere della sera, che ne ha dato notizia, il professor Mortara – sul cui profilo Facebook appaiono dei chiari post negazionisti circa la reale utilità di indossare la mascherina e la situazione pandemica – ha varcato i confini della scuola solo a partire da quest'anno scolastico. La nuova presenza tra i corridoi dell'Istituto è stata accolta con diffidenza, in virtù della sua propensione a tenere abbassata la mascherina in ogni luogo si recasse, vissuto non solo dagli altri docenti ma da tutti i ragazzi che frequentano la scuola. Ad alcuni di loro, suoi alunni, ha poi detto che "l’obbligo di coprire naso e bocca è paragonabile alle leggi razziali del Ventennio fascista".

Un post condiviso su Facebook dal professore
in foto: Un post condiviso su Facebook dal professore

Così, dopo un reiterato comportamento non corretto, la preside Pavesi ha deciso di contattare i carabinieri che, una volta raggiunto il Fermi di Mantova, hanno intimato al professore di indossare la mascherina, colto senza durante una spiegazione in classe. Al continuo rifiuto del docente, i militari l'hanno sanzionato per violazione delle norme anti Covid. Nonostante ciò, però, il professore ha continuazione la sua lezione senza vestire il dispositivo di protezione individuale. Stando a quanto si legge sul Corriere, per il momento né la preside né il Provveditorato hanno ragionato su contromisure più severe.

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