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Perché è troppo tardi per fare una perizia su Alessia Pifferi, secondo lo psicologo forense

Per lo psicologo Vito Michele Cornacchia la nuova perizia psichiatrica super partes disposta per Alessia Pifferi potrebbe non essere utile ad accertare la sua capacità di intendere e volere nel momento in cui decise di abbandonare la figlia: è infatti trascorso troppo tempo da quando sono avvenuti i fatti.
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A cura di Ilaria Quattrone
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Il 10 ottobre, il Tribunale di Milano ha disposto una perizia psichiatrica super partes per Alessia Pifferi, la donna accusata di aver causato la morte della figlia Diana lasciandola sola a casa per una settimana. Questo esame servirà a comprendere se tra il 13 e il 22 luglio 2022, la 37enne fosse capace di intendere e di volere. Inoltre aiuterà a capire la pericolosità sociale della donna.

Nonostante la perizia sia stata affidata allo psichiatria Elvezio Pirfo, che ha già svolto esami simili su Annamaria Franzoni e Alberto Scagni, c'è la paura che ormai sia passato troppo tempo da quel luglio 2022 e che quindi, in qualche modo, sia molto più complesso accertarne la condizione psichica al momento dei fatti.

Di questo parere è, per esempio, lo psicologo Vito Michele Cornacchia che lavora dal 1996 nel carcere di Lucca e ha lavorato in diversi istituti penitenziari di Italia.

Il test sul quoziente intellettivo somministrato ad Alessia Pifferi

L'esperto, nonostante sia del parere che più valutazioni ci siano meglio è, è dell'idea che Pifferi potrebbe già non essere la stessa persona di quel luglio 2022. Inoltre sostiene di non trovare corretto che il presupposto di questa perizia sia il risultato ottenuto con il test Weis, che è stato somministrato all'imputata in carcere e il cui risultato ha dimostrato che Pifferi abbia un quoziente intellettuale sotto la media.

"Sulla base di quanto emerso finora, sembrerebbe esserci una discrepanza tra il risultato ottenuto nella parte espressiva e quello ottenuto nella parte del ragionamento. Questa enorme differenza, dovrebbe solitamente rendere inattendibile il test. Potrebbe sussistere solo in casi di patologie gravi o neurodiversità", ha spiegato a Fanpage.it.

La nuova perizia psichiatrica

Al di là dell'attendibilità del test, quello che preoccupa è il fatto che potrebbe essere troppo tardi per una perizia super partes. Per lo psicologo, infatti, la donna adesso "potrebbe simulare di avere un problema". Ma non solo. Considerato che il periodo in carcere non è stato semplice, potrebbe soffrire di un disagio psicologico dato proprio dalla permanenza nell'istituto penitenziario.

"Potrebbe soffrire di un problema psichiatrico perché è stata vittima di violenza in carcere o soffrire di un disagio psicologico dato dal periodo trascorso in carcere. Ci sono diversi elementi che potrebbero inficiare il test", sostiene Cornacchia.

"È trascorso troppo tempo dai fatti: non ha senso verificare ex post chi fosse Alessia Pifferi più di un anno fa. Sono scettico, per quanto aperto a ogni tipo di perizia".

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