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Paziente lascia 50mila euro allo psichiatra che l’ha curata, ma per il Tribunale devono andare all’Asst

Uno psichiatra ha ricevuto come lascito da una paziente 50mila euro. Il Tribunale, però, ha condannato il medico a consegnare la somma all’Asst di Cremona, perché come dipendente pubblico non avrebbe potuto accettarli.
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A cura di Enrico Spaccini
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Foto di repertorio
Foto di repertorio

Una paziente ha lasciato allo psichiatra che l'ha seguita per anni 50mila euro. Un lascito come "segno di riconoscenza per le cure che sempre mi ha prestato con grande competenza professionale", ha scritto nel testamento. Tuttavia, il Tribunale di Cremona ha condannato il medico a restituire la somma all'Asst per la quale lavorava perché, in quanto dipendente pubblico, non avrebbe dovuto accettarla.

Il testamento della paziente

La donna era in cura presso il Centro psicosociale di Soresina, nel Cremonese, dal 1991. Si tratta di una struttura inserita all'interno dell'Asst, ormai chiusa. Lo psichiatra lavorava come dirigente medico presso l’Unità Operativa di Psichiatria dal novembre del 2000 al 15 agosto del 2020 (poi è andato in pensione) e almeno dal 2010 si occupava personalmente della paziente.

Purtroppo, l'anziana è deceduta il 2 aprile del 2020, durante la prima ondata di Covid-19, ma già da nove anni aveva preparato il suo testamento affidato al notaio. Ad aprile del 2021 gli eredi della donna hanno corrisposto i 50mila euro al medico come specificato chiaramente nelle sue ultime volontà.

La decisione del Tribunale

Venuta a conoscenza del lascito, Asst ha fatto causa allo psichiatra. Infatti, come indicato nel Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ai dipendenti pubblici è vietato accettare regali e somme di denaro di valore superiore ai 150 euro. E poco importa se quella cifra è stata incassata quando ormai era in pensione, perché la volontà di lasciargli il denaro era stata manifestata durante gli anni in cui prestava servizio.

Il giudice di Cremona ha dato, quindi, ragione all'Asst. Con quelle regole, ha motivato, si cerca di "evitare il mercimonio dei servizi pubblici" e in questo modo garantire a tutti un servizio omogeneo e qualitativamente costante.

In poche parole, il dipendente deve svolgere "il servizio pubblico in modo disinteressato e indifferenziato nei confronti degli utenti", così da "garantire l'imparzialità dell'azione amministrativa". Così ora lo psichiatra deve mettere a disposizione dell'Asst i 50mila euro del lascito, ai quali vanno aggiunti "gli interessi nella misura del tasso legale dalla data della domanda al saldo effettivo".

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