Foto di repertorio
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La pioggia di ieri sera primo maggio non ha fermato la movida del primo weekend in zona gialla di Milano. Feste e violazioni delle norme anti contagio sono state le protagoniste della serata: i carabinieri del nucleo radiomobile sono intervenuti in corso Lodi dopo esser ricevuto la segnalazione di alcuni schiamazzi all'interno di un'abitazione. Una volta all'interno della casa i militari hanno trovato sei ragazzi, tutti studenti universitari tra i 20 e i 29 anni, intenti a partecipare a una festa. Così per loro sono scattate le sanzioni di 400 euro come previsto per chi vìola le disposizioni anti Covid.

Gruppi di ragazzi in strada oltre il coprifuoco

Non solo feste in casa: a San Donato Milanese, i carabinieri si sono precipitati in via Alfonsine per disperdere alcune persone impegnate in un assembramento. I militari sono riusciti a identificare 15 persone tra i 18 e i 25 anni residenti in zona: anche loro sono stati sanzionati per non aver rispettato la distanza sociale e per aver violato il coprifuoco. Tra questi è stato denunciato anche un ragazzo di 23 anni in stato di libertà per oltraggio a pubblico ufficiale: il giovane è stato ripreso per non aver indossato la mascherina e quindi invitato a metterla. Un rimprovero che ha fatto saltare i nervi al ragazzo che si è rivolto ai carabinieri con frasi offensive.

Tre ristoranti costretti a chiudere per cinque giorni

Infine, sono stati tre gli esercizi commerciali chiusi per cinque giorni dagli agenti della Questura di Milano per non aver osservato le norme contro la diffusione del Covid durante la giornata di ieri. Nel dettaglio, si tratta di un circolo di Quarto Oggiato dove sono state trovate sei persone che pranzavano al chiuso. Altre sei persone si trovavano a pranzare in un ristorante in via Varanini, mentre altre 13  si trovavano all'interno di un ristorante giapponese in via Morosini. Tutti i clienti sono stati sanzionati, così come i titolari dei locali che sono costretti ora a chiudere i ristoranti per cinque giorni.