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Iniziata la perizia psichiatrica su Alessia Pifferi: come si svolgerà e quando si saprà l’esito

Alessia Pifferi, la 38enne che ha abbandonato la figlia per sei giorni lasciandola morire di stente, è stata sottoposta stamattina al primo incontro, su quattro previsti, con i periti che svolgeranno la perizia psichiatrica.
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A cura di Giorgia Venturini
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Alessia Pifferi e l'avvocata Alessia Pontenani in tribunale a Milano
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Si è tenuta nella mattinata di oggi mercoledì 6 dicembre il primo dei quattro incontri tra i medici incaricati a svolgere la perizia psichiatrica e l'imputata Alessia Pifferi, la 38enne di Milano che nel luglio 2022 ha abbandonato la figlia per sei giorni a casa da sola, lasciandola morire di stenti. L'esame su Alessia Pifferi è stato svolto dopo la decisione della Corte d'Assise di Milano.

L'avvocata di Alessia Pifferi, Alessia Pontenani, a Fanpage.it ha precisato che "l'incontro è durato un'ora e mezza. Hanno fissato altri incontri, in tutto saranno quattro: un altro prima di Natale ce ne sarà un altro, poi si andrà a gennaio. I periti sono sei. Entro il 27 febbraio dovrà essere depositata la perizia in vista dell'udienza di marzo". Poi l'avvocata aggiunge: "Alessia Pifferi mi ha detto che avrebbe risposto alle domande come fa sempre". La detenuta e il suo legale si vedono tutte le settimane: "L'ultima volta le ho portato i maglioni: abbiamo parlato di altro, non del processo".

Cosa sostiene l'accusa

Per l'accusa, rappresentata dal pubblico ministero Francesco De Tommasi, l'imputata non ha alcun problema psichiatrico, così come lo sostengono sia la madre che la sorella di Alessia Pifferi: "Non ci sto ad essere preso in giro – ha sottolineato il pm -, la signora non ha alcun problema mentale e ha avuto un atteggiamento scellerato nei confronti della figlia. Non ha mai avuto problemi psichiatrici". La difesa ha sempre invece espresso la sua volontà di procedere con la perizia che ora è svolta da un perito superpartes.

Gli esami già svolti (e contestati) su Alessia Pifferi

Alessia Pifferi era stata già sottoposta a esami sulla sua salute mentale: all’interno del carcere di San Vittore era stata sottoposta al test di Wais-R, ovvero un esame che serve a valutare il quoziente intellettivo di un soggetto e consente di rilevarne sia i funzionamenti della norma sia quelli deficitari. I risultati del test avevano evidenziato un livello cognitivo pari a 40: un valore di gran lunga inferiore a quello della media nazionale. Ecco perché la Corte d'Assiste ha deciso di sottoporre Alessia Pifferi alla perizia.

Il pubblico ministero contesta anche le relazioni delle psicologhe. In particolare modo, le righe riportate nel documento del 12 settembre dove le psicologhe hanno spiegato che l'imputata non ha "elaborato la perdita dei nonni e del padre" e che vedeva nel compagno, con il quale aveva trascorso la settimana in cui è morta Diana, il padre "che la difendeva". In una relazione del 2 novembre, invece, si legge che Pifferi non sarebbe stata "lucida e consapevole della gravità delle proprie azioni". Per questo De Tommasi punta a fare chiarezza.

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