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In Lombardia non c’è ancora il comitato tecnico antimafia: “La Giunta Fontana non nomina il suo membro”

La commissione antimafia di Regione Lombardia si è insediata da ormai 7 mesi, ma non può iniziare a pieno i lavori perché manca il comitato tecnico scientifico. La Presidente spiega a Fanpage.it: “Un membro è per forza nominato dalla Giunta, che continua a rimandare”.
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A cura di Giorgia Venturini
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Manca ancora il Comitato tecnico-scientifico per la legalità e il contrasto alle mafie della Commissione Speciale antimafia di Regione Lombardia. Il team di consulenti su tema mafia e antimafia a supporto della Commissione non è ancora stato istituito, nonostante siano passati 8 mesi dall'insediamento del nuovo Consiglio regionale e 7 dalla costituzione della commissione. Il motivo? Manca il nome del professionista la cui nomina spetta alla Giunta.

Da regolamento infatti ogni gruppo politico, sia della maggioranza che dell'opposizione quindi, può nominare il suo consulente. Dallo scorso aprile, quando è stata nominata la Commissione Antimafia al Pirellone, il mancato nome della Giunta ha bloccato però la formazione della Comitato. N0me che potrebbe essere stato deciso in questi giorni, ma che ancora nessuno lo ha reso ufficiale. Ad oggi quindi c'è un nulla di fatto e intanto i mesi passano. Ma perché questi ritardi? Perché questa poca attenzione sul contrasto alla mafie a livello politico?

A spiegare quello che sta succedendo a Fanpage.it è la presidente della Commissione Antimafia di Regione Paola Pollini: "La Commissione Speciale Antimafia si é insediata a fine Aprile tuttavia, per quanto riguarda il Comitato Tecnico Scientifico, stiamo ancora aspettando il nome della figura  la cui nomina spetta alla Giunta. La Commissione ha già cominciato a lavorare ma ho  sollecitato affinché il Comitato venga insediato quanto prima, così da essere operativi al 100 per cento".

Come funziona il Comitato Tecnico Scientifico e perché è necessario un consulente nominato da tutte le forze politiche? Come spiegano dalla Commissione antimafia della Regione, il Comitato è formato da sette membri così scelti: cinque, di cui due in rappresentanza delle minoranze consiliare, nominati dal consiglio regionale; un componente designato dal Direttore dell’ufficio scolastico regionale, in rappresentanza  delle istituzioni scolastiche; un componente designato dall’assessore regionale competente, in rappresentanza del mondo delle associazioni che svolgono attività di educazione legalità e contrasto alla criminalità.

Al momento certi risultano i nomi di Paolo Rota Gelpi, Davide Brienza, Antonio Verbicaro, Pierpaolo Farina e Ilaria Ramoni. Mancherebbe ancora il nome della giunta e del Direttore dell’ufficio scolastico regionale. Stesse tempistiche per la nomina del Comitato erano state necessarie anche per le precedenti giunte. Questo vuol dire che nel frattempo la Commissione sta lavorando e si sta riunendo come da regolamento ma servono i consulenti professionisti per avviare definitivamente tutti i compiti richiesti.

Soprattutto perché la Lombardia ha necessità di tutti gli enti politici e non politici sul territorio per contrastare la criminalità organizzata. Senza ritardi e senza incertezze. Soprattutto dopo che la recente operazione Hydra della Direzione Distrettuale Antimafia ha dimostrato ancora una volta, con i suoi oltre 150 indagati, che tutte e tre le organizzazioni criminali (‘Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra) continuano ad essere presenza fissa sul territorio lombardo.

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