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Il padre di un 14enne: “Mio figlio ha visto uno studente preso a cinghiate sul bus, ora non vuole più prenderlo”

Un 14enne ha raccontato a suo padre di aver visto un ragazzo picchiato e preso a cinghiate a una fermata del bus a Bergamo. L’uomo ha scritto una lettera in cui manifesta le sue preoccupazioni: “La situazione sta sfuggendo di mano”.
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A cura di Enrico Spaccini
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Foto di repertorio
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Il padre di un 14enne ha scritto una lettera per denunciare quanto accade quasi ogni giorno alle fermate degli autobus di Bergamo. Una decina di giorni fa proprio suo figlio sarebbe stato vittima di un furto mentre era in pensilina in attesa del pullman che da scuola lo avrebbe portato a casa, mentre recentemente un suo coetaneo sarebbe stato preso "a botte e cinghiate in faccia con le cinture". Troppo spesso, ha raccontato l'uomo, è l'autista dell'autobus a dover intervenire: "La situazione sta sfuggendo di mano, nessuno fa niente. Molti non se ne rendono conto finché non ne vengono direttamente interessati".

I furti e i pestaggi alle fermate degli autobus

La lettera è stata pubblicata integralmente da L'Eco di Bergamo che ha mantenuto l'anonimato dell'autore. Il racconto è quello del padre di un 14enne di provincia che ogni mattina deve prendere l'autobus per andare a scuola a Bergamo. Il primo episodio presentato è quello che vede coinvolto lo stesso ragazzo e risale a circa dieci giorni fa: "È stato avvicinato e scippato del portafoglio mentre era in pensilina in attesa del pullman che lo avrebbe portato a casa", dice il padre sottolineando di aver segnalato il fatto ai carabinieri.

Nella lettera si parla di una serie di avvenimenti che sarebbero ormai diventati la consuetudine. Ovvero un gruppo di ragazzi che avvicina gli studenti alle fermate degli autobus per chiedergli denaro con una certa insistenza, arrivando a volte a compiere furti e scippi.

L'ultimo episodio di questo tipo risalirebbe al 7 febbraio scorso. L'uomo racconta di suo figlio tornato "a casa sconvolto, dicendomi di non voler più andare in stazione". Il 14enne ha detto di aver visto un gruppo di ragazzi, circa 20, che se la stavano prendendo con due studenti che gli avevano "negato i soldi rispondendo un po’ seccati". A quel punto, "uno viene preso a botte e cinghiate in faccia con le cinture, perde sangue dal viso".

"Non siamo più libero di mandarlo nella scuola scelta"

A interrompere il pestaggio ci avrebbe pensato l'autista dell'autobus. "Chiedo a mio figlio delle forze dell’ordine, della polizia, visto che si è parlato del potenziamento dei controlli", scrive l'uomo, "lui mi riferisce che li ha visti impegnati a controllare l’attraversamento pedonale". Gli autori dei pestaggi e dei furti sarebbero più o meno sempre gli stessi, ovvero un gruppo di ragazzi probabilmente nordafricani che si aggirano durante l'orario dell'uscita da scuola.

"Ci vorrebbero due poliziotti per pensilina, almeno in quella fascia oraria delicata", sostiene il padre del 14enne: "A me come padre sembra di impazzire al pensiero che mio figlio ogni giorno rischia di potersi imbattere con questi delinquenti. Siamo arrivati al punto di non essere più liberi di mandarlo nella scuola scelta, perché di fronte al pericolo, dobbiamo scegliere qualcosa di più sicuro".

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