La decisione su lockdown locali a Milano e in Lombardia "spetta al governo". Lo ha detto il governatore Attilio Fontana, che non esclude quindi misure più radicali contro la diffusione del coronavirus, dopo le ipotesi ventilate da scienziati ed esperti tra cui Walter Ricciardi. "Non posso assumerla autonomamente, mi fido degli scienziati", ha spiegato il numero uno di Palazzo Lombardia i microfoni di Rainews.

Lombardia, Fontana: Non ho pregiudizi, mi fido di quello che dicono gli scienziati

"Io credo che tutte le scelte debbono essere condivise con gli scienziati, con le persone che possono dare dei consigli appropriati. Io di mestiere facevo l'avvocato e quindi non me ne intendo molto di epidemie. E quindi io mi fido di quello che dicono i nostri scienziati, non ho pregiudizi nelle scelte che dovrò fare sulla base di quello che mi diranno gli scienziati stessi", ha aggiunto Fontana rispondendo a una domanda su un eventuale mancato lockdown che potrebbe essere letto come una replica "degli errori di Alzano".

Lockdown "è una competenza che spetta al governo"

In primavera la Lombardia è stata scossa dai casi – con successive polemiche e indagini – delle mancate chiusure nei comuni della Val Seriana e del mancato allargamento della zona rossa tra Lodigiano e provincia di Cremona. Ora il governatore chiarisce che "un eventuale lockdown è una competenza che spetta al governo e quindi io potrei magari sollecitarla, ma io non posso autonomamente assumerla".

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha ribadito invece anche oggi la sua contrarietà alla chiusura totale della città. Il capoluogo lombardo resta però il territorio più colpito. Nella giornata di ieri, martedì 27 ottobre, nella città metropolitana si sono registrati 1.940 casi sui 5.035 di tutta la Lombardia. I pazienti ricoverati con sintomi lievi negli ospedali nelle ultime 24 ore sono stati 256, in aumento rispetto a ieri anche il numero di pazienti più gravi, ricoverati in terapia intensiva: 29 in un giorno, per un totale di 271. I morti sono stati 58.