Caso Eitan: il bimbo portato dal nonno in Israele
26 Ottobre 2021
12:10

Caso Eitan, quando è previsto il rientro in Italia dell’unico superstite della tragedia del Mottarone

Il giudice israeliano ha deciso per il ritorno in Italia del piccolo Eitan, il bimbo di 6 anni sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. I tempi ora dipenderanno dal possibile ricorso in appello della famiglia matera: secondo la legislazione di Israele ha tempo sette giorni. A spiegare tutto quello che potrebbe succedere a Fanpage.it è il il procuratore capo presso il Tribunale per i Minorenni di Milano Ciro Cascone.
A cura di Giorgia Venturini
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Caso Eitan: il bimbo portato dal nonno in Israele

Potrebbe tornare in Italia già tra una settimana Eitan, il bimbo di 6 anni unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone e portato in Israele dal nonno materno senza avvisare i tutori legali. Tutto dipenderà dai tempi del ricorso in appello. Ad oggi la prima sentenza del giudice israeliano ha riconosciuto la sottrazione illecita del minore e dunque la violazione della Convenzione dell'Aja di cui sia Italia che Israele sono stati firmatari. Non resta che attendere qualche giorno: "La sentenza emessa del giudice in Israele può essere impugnata dalla famiglia materna del piccolo", spiega a Fanpage.it il procuratore capo presso il Tribunale per i Minorenni di Milano Ciro Cascone. I giorni di impugnazione, secondo la legge Israele sono sette: "Scaduto questo temine la sentenza può essere immediatamente esecutiva e Eitan potrà tornare in Italia".

Eitan è stato sottratto in modo illegale

Il procuratore Cascone precisa che la sentenza emessa dal Tribunale israeliano "non si è espressa sull'affidamento del piccolo ma ha riconosciuto che Eitan è stato sottratto ai suoi tutori legali in modo illegale". Era l'11 settembre quando il nonno con la scusa di passare qualche ora in compagnia del nipote lo aveva preso da casa degli zii paterni, unici affidatari ad oggi del piccolo, e lo aveva caricato su un aereo privato in direzione Israele. Da quel giorno nonno e nanna di Eitan sono indagati per sequestro di persona aggravato dalla giovane età del nipote. Nel registro degli indagati al momento compare anche l'autista che quel pomeriggio ha portato Eitan e il nonno Shmuel Peleg in un aeroporto in Svizzera dove li attendeva l'aereo. Ora si attende una possibile impugnazione della sentenza. La famiglia materna però non ha mai tenuto nascosto il desiderio di voler adottare il piccolo "e crescerlo come figlio mio", come aveva ripetuto più volte la sorella della madre di Eitan, morta insieme al marito e all'altro figlio.

Casi simili a quello di Eitan a Milano sono circa 15 l'anno

Sulla questione affidamento e sul reato di rapimento di minori invece indaga la Procura di Pavia. Il procuratore Cascone spiega a Fanpage.it che una volta compiuta i 18 anni Eitan potrà decidere con chi vivere. "Prima di allora, come in casi simili a questi, il minore è soggetto al tutore. Man mano che cresce però viene tenuto conto della sua volontà. Si tiene in considerazione soprattutto la continuità affettiva e il contesto in cui il minore è cresciuto. Ovviamente se il contesto crea in lui malessere le cose possono cambiare. Questa sentenza israeliana, ribadisco, ha però solo espresso che la sottrazione del minore è avvenuta in modo illegale, senza che venisse consultato il tutore". Casi come questi – stando a quanto spiega il procuratore – a Milano sono una quindicina l'anno: "Ovvero si trattano di minori che vengono sottratti illegalmente e portati qui. In questi casi interveniamo noi. E non possiamo non tenere conto della Convenzione dell'Aja". Più difficile invece quantificare i casi di bambini portati all'estero: "Perché in questi casi la decisione spetta allo Stato di rifugio, ovvero lo stato in cui viene portato il minore. Il processo quindi non si tiene in Italia".

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