(Immagine di repertorio)
in foto: (Immagine di repertorio)

Aveva richiesto il reddito di cittadinanza e da allora aveva percepito più di settemila euro, ma in maniera illecita. È successo nella Bassa Bresciana dove un uomo di 50 anni e la moglie sono indagati dalla procura di Brescia per aver "omesso" che il 50enne fosse agli arresti domiciliari e per aver dimenticato di inserire i redditi dei figli.

L'uomo ha percepito oltre settemila euro negli ultimi mesi

La moglie è una dipendente di uno sportello Caf Acli e sarebbe stata proprio lei a firmare le pratiche per conto del marito. Avrebbe però "dimenticato" che l'uomo sta ancora scontando una condanna definitiva per droga agli arresti domiciliari. Non solo, all'omissione si aggiunge la mancata presentazione dei documenti con i redditi dei figli che vivono ancora in casa. Forse approfittando del suo lavoro al Caf sperava di poter aiutare la famiglia a percepire soldi in più. L'uomo, infatti, negli ultimi mesi ha già ricevuto oltre settemila euro. Oltre ai due coniugi, la procura di Brescia indaga su un'altra dipendente dello sportello Caf. 

A Bergamo percepiva il reddito di cittadinanza mentre lavorava in nero

Non è il primo caso di un uomo che percepisce il reddito di cittadinanza in maniera indebita. Nei mesi scorsi, precisamente a febbraio 2020, un uomo, nonostante lavorasse in nero in un ristorante, riceveva i soldi del sussidio. A scoprire l'illecito, la guardia di finanza di Treviglio che aveva eseguito dei controlli in due locali di di Treviglio e di Lurano, in provincia di Bergamo. L'uomo era l'unico a percepire il reddito, ma non il solo a lavorare in nero: con lui anche altri sei dipendenti che ricevevano il sussidio di disoccupazione. I datori di lavoro sono stati multati con delle sanzioni amministrative mentre per i dipendenti che percepivano i soldi – oltre la denuncia in procura – è stata bloccata l'erogazione dall'Inps locale.