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Elezioni politiche del 25 settembre 2022 in Italia
20 Settembre 2022
12:55

Benedetto Della Vedova (+Europa): “Meloni e Salvini sono contro l’Europa, dobbiamo batterli a ogni costo”

Benedetto Della Vedova, in un’intervista a Fanpage.it, spiega che il centrosinistra deve fare di tutto per battere Meloni e Salvini, con l’obiettivo di salvaguardare la centralità dell’Italia nell’Unione Europea.
A cura di Fabio Pellaco
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Elezioni politiche del 25 settembre 2022 in Italia

Benedetto Della Vedova, segretario nazionale di +Europa"Le derive nazionaliste di cui si sente parlare in questa campagna elettorale sono pericolosissime", con queste parole Benedetto Della Vedova, già sottosegretario agli Esteri e candidato alla Camera per +Europa, partito di cui è segretario nazionale, rivendica i risultati ottenuti dal governo Draghi e mette in guardia dalle conseguenze di una vittoria della destra alle elezioni politiche del 25 settembre. Secondo Della Vedova le idee di Meloni e Salvini "scardinerebbero le fondamenta dell'Unione Europea".

Il vostro programma ha come slogan: “Una generazione avanti” e punta molto sui giovani. Quali ritenete siano le priorità per i giovani?

Prima di tutto dobbiamo attuare il Pnrr, gli investimenti e le riforme per rendere l'Italia più produttiva, in grado di resistere alle crisi e crescere, attrattiva per gli investimenti e che assicuri ai giovani stipendi in linea con quelli europei. I soldi del Pnrr non devono essere usati per la spesa ordinaria, ma per i giovani. Non a caso vengono dal “Next Generation Eu”. Poi, prevediamo un fisco vantaggioso per i giovani lavoratori anziché finanziare nuovi prepensionamenti tipo quota 100. Infine, una maggiore integrazione europea per affrontare con più efficacia temi come il cambiamento climatico e passi avanti, anziché indietro, su diritti civili, cannabis legale ed eutanasia.

Tra le vostre proposte c'è quella di garantire il voto anche agli studenti fuorisede, un tema che torna sempre d'attualità con l'avvicinarsi delle elezioni. Come si possono svecchiare le procedure elettorali italiane?

Per il futuro vogliamo che sia possibile votare fuori sede, in Italia e all'estero, cioè nel posto dove si studia o si lavora quando diverso dalla residenza. Bisogna favorire il voto, non ostacolarlo. Faremo una proposta all'inizio della legislatura, rendendo possibile iscriversi ad un apposito elenco di elettori. Le tecnologie possono aiutare, come nel caso della raccolta firme digitali per presentare le liste, su cui pure ci impegniamo a lavorare da subito.

Da sottosegretario agli Esteri si è occupato molto dell'invasione russa in Ucraina, secondo lei è ancora utile contribuire a trovare una soluzione sul campo continuando a finanziare l'acquisto delle armi?

Il Governo Draghi ha assunto una posizione molto seria e rigorosa, in consonanza con gli altri grandi paesi europei: sostenere la resistenza ucraina, anche con l'invio di armi, per impedire che l'invasione non provocata e illegale di un Paese sovrano da parte della Russia di Putin avesse successo. L'Ucraina difende i nostri valori e il nostro interesse a un'Europa libera, democratica e prospera economicamente. Oggi si vedono i risultati del sostegno all'Ucraina e delle sanzioni a Putin: i russi perdono terreno. Putin ha scatenato la guerra convinto di prendere Kiev in tre giorni, negozierà la pace quando capirà che è nel suo interesse. Voglio sperare che il momento sia vicino, visto che anche paesi come Cina e India gli hanno fatto capire che auspicano una veloce fine del conflitto.

Gli aumenti vertiginosi dei prezzi dell'energia renderanno l'autunno molto difficile per famiglie e imprese. Quali sono gli interventi non differibili che il prossimo governo dovrà attuare per alleggerire il peso dei rincari?

Putin attacca l'Ucraina con i missili e le bombe e ha scatenato una guerra economica contro l'Europa e l'Italia usando l'arma del gas, che preferisce bruciare piuttosto che vendere a noi ad un prezzo ragionevole. Non possiamo cedere al ricatto, dobbiamo difenderci. Nell'immediato bisognerà continuare a sostenere famiglie e imprese per alleviare il caro energia, usando fondi italiani ed europei. Poi, accelerare sulla diversificazione nell'approvvigionamento del gas da altri paesi, accelerare sulle rinnovabili, e rivedere il meccanismo di formazione del prezzo dell'energia elettrica. La politica energetica è rimasta in capo ai singoli paesi, purtroppo, e dobbiamo aspettare che siano tutti d'accordo, ma confido nelle proposte della presidente Ursula von der Leyen.

Dopo varie vicissitudini, +Europa è rimasta nella coalizione di centrosinistra. Siete anche voi dell'idea che ogni voto dato al Terzo Polo è un voto a favore della vittoria del centrodestra?

Avevamo deciso insieme ad Azione di firmare un patto politico ed elettorale con Enrico Letta, ben sapendo che ci sarebbe stato un accordo elettorale con i Verdi e Sinistra italiana, perché non volevamo aiutare la destra di Meloni e Salvini a vincere nei 225 seggi uninominali, dove vale la logica del maggioritario: chi prende un voto in più vince. Nei collegi uninominali, dove si sommano i voti dei partiti delle varie coalizioni, o vince la destra o vinciamo noi del centrosinistra. Un voto progressista o liberaldemocratico fuori dalla coalizione di centrosinistra nel maggioritario è un regalo alla destra. Non è un'opinione, è un fatto. Per questo, oltre che per un dato di serietà, noi di +Europa siamo rimasti fedeli al patto sottoscritto con Letta.

Il vostro obiettivo è rinsaldare l'Unione Europea. Sono davvero così pericolose le derive nazionaliste di cui si sente parlare in questa campagna elettorale?

Per me non sono pericolose, sono pericolosissime. Per me l'Italia deve rimanere protagonista in Europa come lo è con Draghi, al pari di Francia e Germania per incidere sulle decisioni europee anche nell'interesse del nostro Paese. E l'interesse dell'Italia, per me, è quello di avere un'Europa più forte ed integrata. Per altri, Salvini e Meloni, l'Europa è sempre stata una bestia nera da combattere; entrambi volevano uscire dall'Euro (dovrebbero aver cambiato idea, ma non si sa mai), entrambi considerano un modello il primo ministro ungherese Orban, che dice che la sua è una democrazia illiberale, e lo hanno difeso contro tutti pochi giorni fa al Parlamento europeo. Meloni dice che il diritto nazionale italiano deve prevalere sul diritto europeo, cosa che scardinerebbe le fondamenta dell'Unione Europea. Sui diritti la loro posizione è sempre stata reazionaria, come lo è in Ungheria. È da sempre il loro programma, e io non voglio fare il torto a Giorgia Meloni pensando che lei farebbe l'opposto di quello che ha sempre detto e predicato. E per questo dobbiamo fare di tutto per batterli nelle urne.

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