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Aumentano i casi di Covid-19 in Lombardia: “In una settimana +24 per cento”

Il report settimanale della Fondazione Gimbe ha rilevato come in Lombardia i casi di Covid-19 sono aumentati del 24 per cento in una settimana. La provincia più colpita è Lodi, mente Milano registra 121 nuovi positivi ogni 100mila abitanti.
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A cura di Enrico Spaccini
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Immagine di repertorio
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Sono ormai tre settimane consecutive che il Covid-19 ha ripreso a circolare con maggiore intensità tra la popolazione. Come rivela l'ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe, in tutto il Paese dalla settimana 2-8 novembre fino all'ultima, 23-29 novembre, il numero di nuovi positivi settimanali è aumentato da 26.855 a 52.175 (+94,3 per cento). In particolare, la Lombardia ha registrato una variazione percentuale rispetto alla settimana precedente del 24 per cento, arrivando a un'incidenza di 255 casi per 100mila abitanti.

La situazione nelle province lombarde

Ad essere più colpita, in proporzione, risulta essere la provincia di Lodi. Tra il 23 e il 29 novembre, infatti, ci sono stati 200,4 nuovi casi per 100mila abitanti mentre quella di Sondrio è la più bassa con 103,7. I numeri registrati nella Città Metropolitana di Milano, invece, sono ancora relativamente bassi, con 121,6 casi per 100mila abitanti.

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Tuttavia, come sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, "il numero dei contagi è largamente sottostimato". Dopo l'abrogazione dell'obbligo di isolamento per i soggetti positivi, infatti, il tampone e la denuncia della positività si basa ormai quasi solo sulla volontarietà del singolo soggetto. Anche il professor Paolo Bonfanti, direttore della struttura complessa di Malattie infettive dell’Asst di Monza – ospedale San Gerardo, aveva spiegato a Fanpage.it come sempre più spesso le persone si sottopongono a test antigienici rapidi comprati in farmacia rivolgendosi poi in autonomia al proprio medico di base.

Il tasso di ospedalizzazione

In un contesto nel quale definire il numero esatto di contagi è diventato pressoché impossibile, per misurare l'effettiva gravità della situazione ci si deve basare sul tasso di ospedalizzazione e sulla situazione nelle varie terapie intensive d'Italia. Al 29 novembre, la Fondazione Gimbe ha rilevato che a livello nazionale il 9,2 per cento delle aree mediche sono occupate da pazienti Covid, mentre scende all'1,9 per cento quelle delle aree critiche.

Questi numeri indicano, sottolinea Cartabellotta, che "oggi l’infezione da Sars-CoV-2 solo raramente determina quadri severi" e che i posti letto sono occupati principalmente da persone anziane, fragili e con patologie multiple. Per questo motivo, ribadisce la comunità scientifica, è necessario intensificare la campagna vaccinale per queste categorie di pazienti che hanno più possibilità di contrarre forme gravi di infezione.

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