
Dopo anni trascorsi in piccole vasche di cemento e mesi di incertezza in seguito alla chiusura del parco Marineland di Antibes, nel sud della Francia, per le orche Wikie e Keijo si aperto finalmente uno spiraglio. Le ultime due orche ancora detenute in cattività nel paese, madre e figlio, potrebbero essere trasferite in un santuario marino in Canada, in Nuova Scozia. Una soluzione che il governo francese definisce oggi "la più credibile e la più etica", oltre che l'unica compatibile con la legge che vieta la detenzione e gli spettacoli con i cetacei in cattività.
Wikie e Keijo sono infatti rimaste sole dopo la chiusura del parco tematico avvenuta nel 2024 a causa della legge che vieta gli spettacoli con i cetacei. Marineland, lo storico delfinario più grande presente in Europa, ha quindi cessato tutte le attività lasciando però irrisolto il destino degli animali più grandi e complessi da ricollocare: i delfini e le orche, mammiferi marini altamente sociali, intelligenti e che ormai da mesi sono stati abbandonati nel parco rimasto chiuso.
Wikie e Keijo, le orche abbandonate dopo la chiusura di Marineland
Nel 2021, la Francia ha approvato una storica legge che vieta lo sfruttamento dei cetacei a fini di spettacolo e impone la progressiva uscita di questi animali dai delfinari e dai parchi marini. Proprio per questo, secondo la normativa, Wikie e Keijo dovranno lasciare la struttura, ma trovare una destinazione adatta non è affatto semplice. Non possono infatti essere liberate in natura, poiché si tratta di animali sociali estremamente complessi che dopo una vita intera in cattività non riuscirebbero a sopravvivere.
Nei mesi scorsi sono state quindi valutate diverse opzioni, tra cui il trasferimento in Spagna, al Loro Parque di Tenerife, o in Giappone. Tutte queste ipotesi sono però fallite. Le autorità spagnole hanno rifiutato il trasferimento e, come ha chiarito il Ministero francese della Transizione Ecologica, Mathieu Lefèvre, non sarebbe stato accettabile spostare le orche in strutture dove avrebbero continuato a essere utilizzate per spettacoli in altri parchi o delfinari.
Che fine faranno le orche di Marineland: la proposta del santuario in Canada
A questo punto entra in gioco il Whale Sanctuary Project, un'organizzazione internazionale con sede negli Stati Uniti che da anni lavora alla creazione di santuari marini costieri per cetacei provenienti dalla cattività. L'idea è semplice, ma rivoluzionaria: non più vasche artificiali, ma ampie insenature naturali delimitate, dove gli animali possano vivere in acqua di mare, sentire le correnti, le maree e i suoni dell'oceano, pur restando sotto la necessaria cura umana.
Il progetto canadese sorgerà lungo la costa della Nuova Scozia, vicino a Wine Harbour. Qui il governo provinciale ha concesso al Whale Sanctuary Project un affitto ventennale per circa 83 ettari di terre e acque costiere. Il santuario, però, è ancora in costruzione. Ed è proprio questo il nodo centrale della vicenda. Già l oscorso gennaioo, la Francia aveva respinto una prima proposta del Whale Sanctuary Project, ritenendo che la struttura non sarebbe stata pronta in tempo.
Il trasferimento entro la prossima estate, ma il santuario non è ancora pronto

Ora, però, la posizione è cambiata. In un comunicato, l'organizzazione ha annunciato che il governo francese ha "confermato" la volontà di lavorare insieme per definire una strategia di trasferimento adeguata per Wikie e Keijo in Canada. Secondo quanto dichiarato, per poter accogliere le due orche già nell'immediato futuro, i lavori principali del santuario dovranno essere completati entro la fine della prossima estate.
Questo perché gli animali avranno bisogno di alcuni mesi di adattamento prima dell'inverno canadese, un periodo particolarmente impegnativo dal punto di vista climatico. Il problema, ora, è soprattutto economico e il Whale Sanctuary Project ha infatti spiegato di avere fondi sufficienti per avviare i lavori, ma non ancora per completarli. "Dobbiamo seguire un calendario molto preciso, che richiede di avere le risorse necessarie in ogni fase", ha fatto sapere l'organizzazione.
Un futuro possibile per i tanti cetacei ancora in attività

Per i dodici delfini tursiopi, invece, è esclusa la Spagna e resteranno temporaneamente nelle vasche ritenute per il momento idonee, in attesa dell'apertura di un nuovo centro gestito dallo Zoo Parc de Beauval. "Lo Stato sta agendo in modo responsabile e coerente", ha detto il ministro Mathieu Lefèvre. "Dopo aver esaminato tutte le opzioni, stiamo prendendo le decisioni necessarie per garantire il benessere degli animali. Per le orche, il santuario della Nuova Scozia è l'unica soluzione etica e conforme alla legge".
La storia di Wikie e Keijo è emblematica sul futuro che aspetta i delfinari rimasti aperti in Europa e nel mondo. Molti stanno chiudendo sia per mancanza di fondi e di pubblico, che per la crescente sensibilità verso il benessere di questi animali e presto non ci saranno più queste strutture. Un santuario non restituirà una vita selvatica a Wikie e Keijo e agli altri cetacei, ma potrebbe offrire qualcosa di più vicino possibile a tutto ciò che è stato loro negato: spazio, acqua marina, stimoli e, soprattutto, una dignità che va ben oltre uno spettacolo.