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26 Giugno 2026
9:42

Sei settimane nei panni di un gheppio o di una lontra: l’esperimento in Inghilterra vissuto da 18 persone

Diciotto persone hanno trascorso sei settimane nuotando, strisciando e librandosi in volo come lontre, salmoni, lombrichi, cervi e gheppi, nel tentativo di documentare meglio i rischi che corrono gli animali selvatici su un Pianeta dominato dall'uomo.

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Anita Roy è una scrittrice e ambientalista inglese di origini indiane. E' nota per i suoi scritti sulla natura, la narrativa per ragazzi e i saggi e scrive sul The Guardian" il suo "Country Diary". Ma questa volta l'esperienza che ha vissuto insieme ad altre 17 persone ha qualcosa di fantastico ed incredibile. Roy ha vissuto per sei settimane nei panni di una lontra, partecipando al progetto "Risks Beyond Human Eyes" ("Rischi oltre lo sguardo umano").

Si tratta di una ricerca condotta dall'Università del West of England e dall'Accelerator for Systemic Risk Assessment (ASRA) che prevedeva l'addestramento di alcuni volontari a percepire il mondo come se fossero degli animali, attraverso un viaggio interiore in quello che viene definito l'umwelt. E' un termine tedesco, utilizzato anche in psicologia, che letteralmente significa "ambiente" o "mondo circostante". In filosofia e biologia indica l'universo soggettivo e percettivo percepito da uno specifico organismo vivente.

Ai 18 partecipanti è stato fornito un briefing scientifico dettagliato sulle capacità sensoriali degli animali scelti e sono stati istruiti per svolgere delle attività in natura che gli consentissero di arrivare a percepire le sensazioni e avere il punto di vista delle creature che hanno interpretato.

Roy sul Guardian ha così commentato la sua esperienza: "Le lontre sono predatori all'apice della catena alimentare, giocose e feroci. Mi piace il loro stile. L'obiettivo non era quello di andare a vedere una lontra, ma di vivere nel mondo come se avessi fatto quel salto immaginario nel mondo delle lontre e vedere cosa succedeva".

Il risultato di queste esperienze è stato strabiliante, secondo le varie testimonianze poi raccolte dai partecipanti. Questi ultimi sono stati invitati infatti dal team di ricerca di attenersi solo alla descrizione delle sensazioni provate, allontanandosi dalla sfera del giudizio umano e Roy, ad esempio, ha raccontato di aver iniziato la sua "vita da lontra" scrutando la riva del fiume alla ricerca di luoghi adatti dove depositare i suoi escrementi. "Valutare il paesaggio per trovare un posto adatto a defecare non è una cosa che faccio di solito", ha commentato.

Helen Lawy, un'altra volontaria che ha preso parte all'esperimento, ha provato a vivere come un gheppio ("Senza provare a volare, però", ha precisato) e ha sottolineato quanto si sia resa conto dell'impatto della presenza dei cani. "Le persone rimangono sui sentieri, ma i cani frugano ovunque in continuazione. È un problema enorme che dobbiamo affrontare tutti. Tutti vogliono sempre avere libero accesso ovunque, ma sono giunta alla conclusione che i gheppi probabilmente preferirebbero che alcune zone venissero lasciate in pace, senza nessuno".

James Grischeff, direttore del programma di recupero della natura del Somerset Wildlife Trust, ha scelto di essere un lombrico. "Lavoro nel campo della conservazione della natura da molto tempo e la mia formazione si è concentrata sui suoli, ma questo progetto ha superato di gran lunga le mie aspettative: mi ha davvero permesso di comprendere a fondo i lombrichi. È stato affascinante, non si è trattato di una vera e propria trance, ma c'è stato un momento in cui ho pensato: ‘Ecco come questi lombrichi interagiscono con l'ambiente'".

Il progetto riunisce i membri della comunità provenienti da tutto il bacino del fiume Tone nel Regno Unito, dalla sorgente alla foce, per esplorare il rischio sistemico attraverso gli occhi, i sensi e i bisogni di lontre, cervi, lombrichi, salmoni e del fiume stesso. Invece di partire da una prospettiva antropocentrica, i ricercatori hanno deciso di sperimentare visioni del mondo che vanno oltre l'uomo, creando nuovi modi per comprendere il rischio, la resilienza e le possibilità future per le bioregioni.

Sempre Roy ha voluto mettere poi l'accento sulle difficoltà che vivono gli animali in natura, lì dove soprattutto c'è l'intervento dell'uomo a complicare le cose. La scrittrice ha raccontato l'esperienza di un altro volontario che ha provato a mettersi nei panni di un salmone che deve saltare su una scala per pesci costruita, presumibilmente, per aiutare i salmoni a superare le dighe sul fiume Tone. "È stato difficile rendersi conto di come abbiamo reso il mondo un luogo davvero ostile per tutte queste singole creature".

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