
Per quasi un secolo l'allodola rugginosa è rimasta completamente nascosta a tutti. Questa specie era infatti conosciuta solo grazie a pochi individui conservati nei musei e raccolti negli anni Trenta e per alcune rare osservazioni mai confermate davvero. Ora, però, è stata finalmente ritrovata e fotografata per la prima volta, dopo 94 anni senza documentazioni certe.
L'allodola ruggine (Calendulauda rufa) vive con un'areale frammentato tra le savane aride del Sahel, una vasta fascia semi-desertica africana che attraversa paesi come Niger, Ciad e Sudan. È una specie molto poco conosciuta, tanto che dal 1931 a oggi non esistevano prove fotografiche o scientifiche certe della sua presenza, anche se non è considerata una specie in pericolo d'estinzione.
Una riscoperta avvenuta quasi per caso
La svolta è arrivata lo scorso febbraio in Ciad grazie a un gruppo di ricercatori e birdwatcher francesi impegnati in un progetto internazionale dedicato agli uccelli acquatici migratori africani ed euroasiatici. Durante una spedizione nella provincia di Guéra, il team stava cercando un'altra specie rara, la passera rossiccia del Kordofan (Passer cordofanicus), quando si è imbattuto inaspettatamente in un piccolo uccello dall'aspetto insolito.
All'inizio sembrava una comune allodola canora (Mirafra cantillans), una specie simile e molto diffusa nelle aree secche africane. Ma Julien Birard, uno dei ricercatori, si è accorto subito che qualcosa non tornava. L'uccello aveva caratteristiche diverse dalle specie normalmente osservate nella zona e così il gruppo ha iniziato a fotografarlo e registrarlo. L'animale si è allontanato quasi subito e per diversi minuti i ricercatori hanno pensato di aver perso un'occasione irripetibile. Poi, tornando al punto iniziale, lo hanno ritrovato.
Questa volta l'allodola si è lasciata osservare meglio e più a lungo, pur mantenendo una certa distanza. Le fotografie ottenute sono state sufficienti per confrontare piumaggio, forma del becco e altri dettagli anatomici con le descrizioni storiche della specie. E dopo attente verifiche e il confronto con esperti internazionali di uccelli africani, è arrivata la conferma: si trattava davvero della sfuggente allodola rugginosa.
Non sappiamo quasi nulla sull'allodola rugginosa
La specie era ormai considerata uno dei cosiddetti "Lost Birds", gli "uccelli perduti". Si tratta di un elenco di specie parte un'iniziativa globale – chiamata Search for Lost Birds – che punta a ritrovare gli uccelli che non vengono più osservati o documentati da almeno 10 anni e che rischiano di scomparire senza che nessuno se ne accorga. Nel caso dell'allodola rugginosa, però, il mistero durava da molto più tempo.
Nonostante questa lunghissima assenza, l'IUCN ha inserito questa specie nella categoria "Minor preoccupazione (LC)" della sua Lista Rossa delle specie minacciate. Una valutazione legata soprattutto all'enorme area geografica in cui potrebbe vivere. Il problema è che, in realtà, quasi nessuno l'ha mai osservata davvero e oggi non è chiaro se sia davvero molto rara oppure se viva in zone remote e poco esplorate.
Secondo gli studiosi, potrebbe riprodursi in aree rocciose e molto difficili da raggiungere, habitat che rendono complicate le ricerche sul campo. Inoltre, molte regioni del Sahel sono ancora poco frequentate dai birdwatcher e dagli ornitologi, anche per ragioni logistiche e di sicurezza. Proprio per questo, la riscoperta di questo "uccello perduto" potrebbe ora attirare maggiore attenzione su questa specie e favorire nuove spedizioni e studi che possano chiarire davvero il suo status di conservazione.