
A vincere quest'anno a Cannes il "Palm dog" è stata Yuri, la cagnolina protagonista del film "La perra" diretto regista cilena Dominga Sotomayor.
Il riconoscimento è diventato nel corso del tempo un appuntamento fisso dalla croisette, vinto anche da registi del calibro di Quentin Tarantino quando fu dato a Brandy, la Pitbull di "C'era una volta a… Hollywood".
Quest'anno il premio dato a Yuri ha un valore simbolico molto alto: si tratta infatti di un meticcio adottato da un rifugio cileno e la sua storia è il cuore pulsante di tutto il film tratto dal romanzo della scrittrice colombiana Pilar Quintana.
La trama racconta la storia di una donna che vive da sola su un’isola e decide di adottare una cucciola randagia, instaurando con lei una relazione che la porta a riaprire la mente su ricordi passati e cicatrici che ancora non sono guarite. La giuria ha premiato la naturalezza della presenza scenica della cagnetta, definita “centrale” nella trama del film, del resto come lo è nel romanzo originale.
Alla cerimonia, celebrata sulla spiaggia del festival, come ogni anno c'erano cinefili e cinofili e anche decine di cani. Non c'era però proprio Yuri, ma in sua vece la regista ha ritirato il collare rosso, simbolo del premio, accompagnata da un altro cane, Apocalypse, sempre recuperato da un rifugio e presente a Cannes insieme ad altri animali che sono stati portati per sensibilizzare sull'importanza di adottare dai canili.
Lì dove il messaggio di questa iniziativa è assolutamente lodevole, ogni anno sempre di più l'evento è diventato un fenomeno di moda. Contestualmente alla sensibilità degli attori e dei registi nei confronti degli animali che lavorano sui set, i cani in particolare in questo caso, a Cannes si contrappone poi tutto il "lusso" legato al mercato dei pet. Durante la premiazione, per fare un esempio, sono stati serviti "snack gourmet" per cani e alcuni cani del posto, sosia delle celebrità, hanno preso il posto di questi personaggi famosi per ritirare i premi.
Insomma, lo show business fa il suo corso ma di questa premiazione come in generale di tutte quelle che si sono succedute nell'arco dei 15 anni da quando è nata, il contorno glamour ha messo al centro sempre di più un'immagine molto patinata della relazione con il cane. E' per questo importante ritornare alla trama del film che ha vinto e al dato di fatto che un meticcio sia stato assurto a simbolo del rapporto che si crea con un compagno canino, al di là appunto dell'appartenenza ad una razza e per una "pellicola" che al centro ha una storia di adozione e quanto la vita con un cane trasformi l'esistenza.