
Nella splendida cornice del parco di Yellowstone, negli Stati Uniti, da sempre si svolge una partita a scacchi tra due predatori: i lupi e i puma. Questi predatori condividono infatti l'aerale in cui vivono e anche le stesse "passioni", ovvero le prede che entrambi cacciano. Dopo quasi dieci anni di monitoraggio attraverso la raccolta di dati GPS e aver osservato migliaia di predazioni da parte di tutte e due le specie, un team di ricercatori ha scoperto che la tecnica di caccia differente vede in vantaggio i lupi sui puma, soprattutto perché i primi hanno imparato l'arte del furto.
La ricerca, condotta all'Università dell'Oregon, ha prodotto infatti un risultato sorprendente: i lupi (Canis lupus) si dedicano al "cleptoparassitismo", ovvero al furto di prede che i puma (Puma concolor) hanno ucciso prima di loro. Per farlo, poi, riescono anche a competere con i loro "competitors" tanto da riuscire anche ad ucciderli. I puma, invece, non hanno questa tecnica e hanno trovato strategie diversive per evitare il furto e il confronto con i lupi, tanto da adattarsi alla situazione e rivolgere l'attenzione maggiormente su altre specie, come i cervi al posto delle alci, perché possono mangiarli più velocemente e in terreni più sicuri, in modo da evitare incontri con i lupi.
La vita di queste due specie a Yellowstone ha subito diverse fasi, a causa dell'intervento umano, di una generale antropizzazione e dei cambiamenti di habitat. I lupi sono stati reintrodotti nel 1995, i puma hanno ricolonizzato naturalmente l'area durante la seconda parte del XX secolo. Gli esperti nello studio infatti ricordano "l'estesa estirpazione" e "gli sforzi di conservazione" che ci sono stati per mitigare il rischio della scomparsa di questi animali e gli interventi a tutela della fauna selvatica nel corso del tempo hanno "riportato i grandi carnivori in porzioni del loro precedente areale. Da allora, ricerche approfondite si sono concentrate sulla loro capacità di alterare le comunità ecologiche attraverso effetti su erbivori e mesocarnivori, ma i principi che governano la competizione tra più carnivori apicali rimangono poco chiari".

Ora queste dinamiche sono state in parte rivelate, appunto dopo quasi dieci anni di monitoraggio e valutando l'etologia differente di lupi e puma gli uni nei confronti degli altri, considerando che i territori si sovrappongono sempre più in quell'area degli Stati Uniti occidentali e questa ricerca consente anche di comprendere maggiormente gli episodi di conflitto in cui sono stati verificati due casi di uccisione di puma da parte dei lupi. Ciò dipende essenzialmente dalla caccia in branco dei lupi rispetto alla vita solitaria dei puma e nei casi riscontrati, avvenuti tra il 2016 e il 2024, gli esperti hanno anche verificato che questi ultimi hanno sì ucciso gli altri carnivori ma senza mangiarli, mentre hanno consumato gli alci che erano stati predati dai puma. Nello stesso periodo, sono state documentate 90 morti di lupi e nessuna è avvenuta a causa dei puma.
Le interazioni tra le due specie sono avvenute nel 42% dei casi monitorati nei luoghi in cui i puma avevano messo in atto la predazione ed è stato riscontrato solo un episodio in cui erano stati questi ultimi a portare a buon fine la caccia in presenza dell'altra specie. Da questi dati, poi, è risultato lo spostamento di attenzione da parte dei puma verso altre tipologie di prede per evitare l'incontro con i loro antagonisti e scegliendo aree in cui le vie di fuga sono più facili da prendere.