
Oggi il Comune di Firenze ha reso noto come investirà i circa 600 mila euro donati da una donna, Fernanda Rafanelli, che li aveva destinati nel suo testamento al benessere e alla cura degli animali.
Era il 2022 quando a Palazzo Vecchio l'allora Sindaco Nardella aveva annunciato il ricevimento di dell'impor580 mila euro che la donna aveva deciso di fare al Comune, chiedendo che le risorse economiche andassero a rimpinguare le casse per il miglioramento, in particolare, del "Parco degli Animali", ovvero il canile comunale dove ad oggi vivono circa cento cani.
A distanza di due anni, il piano di riqualificazione è pronto e in tutto porterà a una spesa di circa 850 mila euro che servirà a riqualificare l'area tanto con un miglioramento della struttura, che comprende un ampliamento dei box e delle aree di sgambo e l'installazione di pannelli fotovoltaici, quanto il finanziare la formazione per gli operatori e migliorare le prestazioni, in modo tale da renderlo davvero un luogo in cui le persone possano trovare il loro "migliore amico" seguendo percorsi di adozione responsabile.
Il progetto è stato finalmente varato dalla giunta comunale, dovrebbe iniziare a giugno di quest'anno e la riqualificazione in tutto dovrebbe durare 12 mesi. Il lascito di Rafanelli non è stato investito solo per il canile che si trova ad Ugnano ma prevedeva anche come conditio sine qua non che parte dei soldi fossero destinati a progetti in favore di bambini e anziani.
Quando l'eredità è a favore degli animali: i casi in Italia e all'estero
La storia di questa donna fiorentina richiama alla mente altri casi in cui si è saputo di donazioni ingenti lasciate attraverso la volontà testamentaria. Quasi un anno fa, a febbraio del 2025, una donna bolognese aveva lasciato proprio al canile comunale una cifra di 120 mila euro. Nel 2013, andando più indietro nel tempo, aveva fatto scalpore la notizia che Adele Boschetti, una signora di Milano, aveva lasciato tutti i suoi beni alla Lega per la difesa del Cane. Il problema, in questo caso, era stato che le sue volontà erano state impugnate in tribunale dall'unica parente in vita. Alla fine il giudice però aveva deciso in favore degli animali non umani, stabilendo che valeva il primo testamento redatto dalla donna e l’eredità era così andata all'associazione animalista.
Anche a livello internazionale di casi molto seguiti dall'opinione pubblica ce ne sono stati, soprattutto poi quando il destinatario dell'eredità è proprio un animale. Il caso più famoso è sicuramente quello del cane Günther VI, ultimo ad oggi beneficiario del Günther Trust, un fondo che gestisce il patrimonio consolidato in vita dalla contessa tedesca Karlotta Von Liebenstein che aveva designato il suo cane e tutta la sua progenie come unici eredi.
Questi esempi sono utili a comprendere che dunque non è così raro che alcune persone decidano di fare testamento a favore di associazioni o enti che si occupano degli animali, come del resto hanno fatto anche le sorelle Kessler: Alice ed Hellen, morte insieme scegliendo il suicidio assistito lo scorso 17 novembre, hanno infatti destinato una parte della loro eredità all'associazione animalista Gut Aiderbichl, organizzazione che ha fondato 6 rifugi in diverse parti dell'Europa in cui sono ospitati oltre 9.000 animali recuperati da situazioni di maltrattamento o altri pericoli.
Quale parte dell'eredità può essere donata? Cosa dice la legge in Italia
Gli animali in Italia non sono soggetti di diritto. Partiamo da questo presupposto fondamentale per capire come e in quali casi, soprattutto, è possibile effettivamente destinare parte del proprio testamento ad altri esseri che abitano il mondo. Non a caso non si è usata nemmeno la dicitura "esseri senzienti", perché anche questo ancora non è stato riconosciuto nel nostro ordinamento e nemmeno nella Carta Costituzionale, sebbene dal marzo 2021 l'articolo 9 della Costituzione sia stato modificato in favore della tutela degli animali.
Premesso questo, in campo ereditario bisogna vedere cosa prevede il Codice Civile. Le uniche possibilità del de cuius di poter destinare la parte che esula dalla cosiddetta legittima, ovvero i beni che per legge vanno comunque agli eredi, è di fare testamento in favore di altre persone fisiche o di associazioni, enti o fondazioni. Il caso dal quale siamo partiti e anche gli altri citati infatti rientrano in queste ipotesi: il Comune di Firenze per finanziare i lavori di riqualificazione del canile, la storia della donna di Bologna e fino al caso delle gemelle Kessler o la fondazione che gestisce il famoso lascito a beneficio del Pastore Tedesco Ghunter e i suoi "eredi".
Come accennato, poi, non tutto il patrimonio ereditario può essere destinato liberamente. In Italia, infatti, è obbligatorio riservare gran parte degli averi agli eredi legittimi e solo la cosiddetta "quota disponibile" può andare in favore di altri.
Al di là delle grandi cifre che vanno ad enti o associazioni, c'è un altro aspetto che è interessante sviscerare su questo tema: la possibilità di prevedere comunque una clausola nel testamento in favore del proprio animale domestico perché gli eredi se ne prendano cura, a costo di rischiare di perdere l'eredità. Salvatore Cappai, avvocato esperto di diritti animali, lo spiega a Kodami: "Tra le ipotesi più comuni vi è la possibilità di prevedere un onere a carico dell’erede universale (o degli eredi universali) vincolandolo all'obbligo di accudire i propri animali domestici per tutta la durata della loro vita. Questo onere può essere definito, semplificando, come una clausola accessoria al testamento che fa sorgere un vero e proprio obbligo in capo all’onerato".
La stessa fattispecie si configura in caso del cosiddetto "lascito mediante legato testamentario". In questo caso la persona esprime non solo le proprie volontà ma individua un soggetto a cui lascia un bene, ad esempio una villa, e quest'ultimo ha il dovere di occuparsi degli animali dello scomparso.