
Il 27 novembre c'è stata una partita di calcio al Maracanã con un ingresso in campo di quelli memorabili: i calciatori di Fluminense e Sanpaolo sono usciti dagli spogliatoi portando con loro dei cani in cerca di adozione.
La sensibilità del popolo carioca nei confronti del "miglior amico dell'uomo" è nota, tanto che i cani di strada, i cossidetti "caramelo", sono molto amati e recentemente un film su Netflix ha commosso tutto il mondo e ha per protagonista proprio uno dei cani liberi brasiliani.
Ed ecco poi che anche le squadre di calcio si sono date da fare per promuovere le adozioni in Brasile, durante un match che è visto da milioni di persone in cui hanno promosso la campagna di sensibilizzazione "Adotta un cane guerriero", ideata proprio dalla Fluminense e condivisa con il San Paolo proprio per aumentare la visibilità dell'iniziativa.
Mentre i giocatori calpestavano il manto verde del mitico stadio, dai grandi monitor sugli spalti sono comparse anche le foto dei 22 cani presenti che poi sono stati portati in uno spazio dedicato nello stadio per eventuali incontri con probabili adottanti.

Il benessere dei cani è stato garantito dalla presenza di un dog trainer, di un veterinario e di diversi volontari che hanno seguito attentamente ogni cane presente alla manifestazione, per evitare che una tale esposizione possa procurare stress agli animali.
Oltre alla possibilità di entrare in contatto con i cani presenti e poter eventualmente farsi avanti per un'adozione, i tifosi sono stati invitati a collaborare con offerte per l'acquisto di cibo e altre risorse attraverso una raccolta fondi a favore del rifugio João Rosa, una struttura nota a Rio de Janeiro ed intitolata al suo fondatore: un uomo che viveva e lavorava in un parcheggio e che si occupava di aiutare gli animali in difficoltà che incontrava durante le sue giornate all'aperto.
La storia di João Rosa è quella di chi ha poi dedicato la sua intera esistenza agli animali: João, dopo diverse peripezie causate dal non trovare un luogo in cui poter assistere i cani che aveva con sé, ricevette dal Comune di Rio un appezzamento di terreno e importante fu poi il supporto di un attivista dei diritti animali per dare vita al rifugio che ancora oggi è un punto di riferimento nella grande città per chi cerca un amico da adottare.