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28 Febbraio 2026
8:33

Macellavano cavalli illegalmente: mega inchiesta con rinvio a giudizio a Perugia. L’avvocata: “Fenomeno molto diffuso”

Una lunga indagine a cura dei NAS di Perugia ha portato al rinvio a giudizio di diverse persone coinvolte in un presunto sistema organizzato e ramificato di persone dedite alla macellazione abusiva di cavalli non destinati al mercato dell'alimentazione dalla Puglia. L'avvocata Laura Mascolo di Horse Angels Adv spiega a Kodami: "Tutto quello che sta emergendo dai processi di questo tipo rende ancora più urgente l'approvazione di una legge che tuteli veramente i cavalli e li riconosca quali animali d’affezione"

Intervista a Dott.ssa Laura Mascolo
Avvocata Horse Angels Odv
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Un'inchiesta giudiziaria ha portato alla luce un presunto sistema organizzato e ramificato di persone dedite alla macellazione abusiva di cavalli non destinati al mercato dell'alimentazione dalla Puglia. Le indagini sono state condotte dai Nas di Perugia, dopo che erano stati riscontrati dei passaggi mancanti rispetto ad alcuni animali che sarebbero dovuti essere registrati in Umbria ma che non risultavano più e la cui provenienza era appunto la Puglia. Dai vari controlli, sono emersi documenti falsi, finti passaggi di proprietà e pure cambi di destinazione d'uso, ovvero cavalli dichiarati come non destinati alla produzione alimentare.

Gli investigatori hanno rilevato gravi violazioni, tra cui l’immissione sul mercato di carne contaminata da trattamenti farmacologici non autorizzati, con conseguente rischio per la salute pubblica, e il maltrattamento degli animali. Il sistema sfruttava alcune falle nei controlli per generare profitti illeciti, che l’indagine ha messo in luce.

La matassa è stata dipanata dalla Procura che è arrivata ora a chiedere il rinvio a giudizio di diverse persone per reati come associazione a delinquere, uccisione e maltrattamento di animali, commercio di sostanze pericolose per la salute e falsità ideologica.

A spiegare a Kodami cosa è successo e quali sono gli elementi che hanno portato adesso gli inquirenti a ritenere che oltre 100 animali sono stati sottoposti a macellazione illegale è Laura Mascolo, avvocata dell'associazione Horse Angels Odv che si è costituita parte civile nel processo.

Che cosa è stato svelato dall’inchiesta di Perugia?

L’indagine condotta dalla Procura e dai Carabinieri del Nas di Perugia ha portato alla luce un’associazione a delinquere dedita alla macellazione clandestina di cavalli non destinati alla filiera alimentare (non DPA). Sono state emesse sette misure cautelari, sequestrati numerosi documenti, automezzi e strutture utilizzate per le attività illegali. L’operazione, che ha coinvolto diverse province italiane, ha accertato gravi violazioni, tra cui l’immissione sul mercato di carne contaminata da trattamenti farmacologici non autorizzati, con conseguente rischio per la salute pubblica, e il maltrattamento e l’uccisione illecita dei poveri cavalli. L’attività posta in essere dai soggetti implicati era finalizzata al reperimento, anche con modalità fraudolente, di cavalli non DPA che venivano illecitamente avviati verso la macellazione clandestina: per lo più una volta acquisiti anche gratuitamente gli animali dai proprietari – ai quali veniva taciuta la finalità della macellazione – si provvedeva a inviarli in Puglia verso macelli clandestini, dove si perdevano definitivamente le loro tracce.

Come riuscivano queste persone a fare tutto ciò secondo la Procura?

Tutto veniva attuato attraverso la registrazione di spostamenti fittizi nella Banca Dati Nazionale Equidi di cavalli che venivano poi eliminati illecitamente attraverso un escamotage nel sistema informatico che consentiva l’eliminazione dei capi senza doverne indicare la sorte (impiego del cosiddetto “codice Z”). Tale operazione veniva compiuta con la collaborazione compiacente di allevatori umbri, nonché di un funzionario autorizzato alle registrazioni in Banca Dati.

L’utilizzazione del “codice Z” è proprio una delle falle del sistema, ecco perché già la Horse Angels ODV, nella persona della Presidente Roberta Ravello, aveva proceduto a formulare al Ministero della Salute un’istanza di revisione di questo sistema per evitare che più soggetti potessero utilizzarlo: Il Ministero ha disposto, a seguito dell’istanza dell’Associazione, la possibilità di utilizzo del suddetto codice Z solo per i Servizi veterinari autorizzati e controlli sui motivi obbligatori della cancellazione degli equini dalla Banca Dati Nazionale, che devono essere sempre esplicitati.

Il rinvio a giudizio nei confronti di chi c’è stato? E di cosa dovranno rispondere?

Dopo il primo filone per cui vi era la richiesta di giudizio immediato a carico di quattro soggetti accusati di associazione a delinquere, maltrattamento e uccisione di equidi, commercio di carne potenzialmente pericolosa, falsità ideologica in pubblici registri, ora altre tre persone coinvolte sono state rinviate a giudizio con rito ordinario per gli stessi fatti. Per una quarta è stato disposto lo stralcio per suo impedimento a partecipare all’udienza preliminare del 26 giugno del 2026 e una quinta, una funzionaria che provvedeva a falsificare alcuni documenti e inserire i cavalli al codice Z, ha patteggiato la pena in fase di indagini preliminari.

Il prossimo 14 aprile, inizierà, quindi, il processo per un allevatore di Gubbio, accusato di aver fornito la sponda logistica per le fittizie operazioni di carico e scarico degli animali; il titolare di un’associazione ippica veneta, ritenuto complice nelle falsificazioni documentali (per il quale c'è stato il semplice rinvio di udienza) e due persone considerate le responsabili del reperimento e del trasporto fisico dei cavalli in condizioni di maltrattamento, della loro uccisione e facenti parte dell'associazione a delinquere.

Si parla di “una vera e propria organizzazione dietro la macellazione clandestina dei cavalli”. Quanto è diffuso questo fenomeno?

Il fenomeno è molto diffuso: molti cavalli vengono importati da paesi esteri, spesso attraverso giri sono immensi. Probabilmente partono anche dall’Italia e poi rientrano come cavalli di altri paesi oppure vengono fatti sparire, come in questo caso, tramite tutte le falle del sistema: la maggioranza dei cavalli a fine carriera o infortunati, non servono più e si preferisce liberarsene più o meno consapevolmente, lasciandoli a finti salvatori di cavalli, a chi promette destinazioni idilliache e che è molto attivo nel cercare queste situazioni e poi, invece, li fa manda direttamente sulla strada della macellazione abusiva.

Horse Angels si è costituita parte civile e se ne occupa da tempo di questo tema, quanto è importante che le forze dell’ordine e la magistratura operino in questo ambito?

E’ molto importante, sia per tutelare i poveri cavalli che finiscono la loro vita tra atroci sofferenze che durante il trasporto e anche nell’atto della macellazione. Ciò che accade infatti è che alcuni cavalli muoiono durante il tragitto, altri vengono macellati sul posto, altri ancora sono talmente malandati da non riuscire a stare in piedi, ma vengono ugualmente sottoposti a tragitti estenuanti anche per tutelare la salute pubblica. In questo modo la tracciabilità della carne non è sicura e la gente finisce per mangiare carne adulterata da varie sostanze pericolose per la salute.

Cosa vi aspettate dal processo? 

I destinatari del primo filone di inchiesta hanno tutti patteggiato la pena, tranne un allevatore perugino a cui è stato rifiutata la richiesta di rito alternativo proprio per la gravità del suo ruolo e dei suoi precedenti. È importante che tutte le persone coinvolte, se ritenute colpevoli, abbiamo dei precedenti, perché di regola sono persone che vivono di questo e il fatto che se ne accerti la responsabilità, al di là del rito scelto, li renderà più “deboli” in futuro.

Per il processo in corso, invece, non avendo scelto riti alternativi, rischiano pene anche relativamente severe, una volta accertata la responsabilità: l’associazione a delinquere è punita con una pena che va da 1 a 5 anni di reclusione per i partecipanti e 3 a 7 anni di reclusione per i promotori, poi ci sono i reati fine del maltrattamento e uccisione dei cavalli che andranno in continuazione; per il falso ideologico del pubblico ufficiale la pena, invece, va da 1 a 6 anni di reclusione. E’ difficile, in questi casi fare una previsione, sarà bene seguire il processo per capire.

E’ stata da poco presentata la proposta di legge "Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione", finalizzata tra le altre cose proprio a riconoscere  uno status giuridico ai cavalli che ne impedisca la macellazione. Cosa ne pensate? 

Tutto quello che sta emergendo dai processi sulla macellazione clandestina rende ancora più urgente l'approvazione di una legge che tuteli veramente i cavalli e li riconosca quali animali d’affezione e, quindi, ne vieti la macellazione e l’importazione agli stessi fini. La Horse Angels si batte da anni per rafforzare i controlli sulla tracciabilità dei cavalli, spostare risorse al fine carriera degli equidi, garantire sanzioni realmente efficaci per chi viola le regole sanitarie, aumentare la consapevolezza dei proprietari sugli obblighi di destinazione e registrazione. Proprio per questo le leggi ora al vaglio del Parlamento hanno tutto il nostro più sentito appoggio.

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