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26 Aprile 2026
13:28

L’ornitorinco è ancora più strano di quanto pensassimo: possiede melanosomi cavi come gli uccelli

L’ornitorinco sorprende ancora: è l’unico mammifero con melanosomi cavi come quelli degli uccelli. Una scoperta che apre nuove domande su uno degli animali più "strani" del pianeta.

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L’ornitorinco (Ornithorhynchus anatinus), uno dei mammiferi più "strani" al mondo, condivide un caratteristica unica con gli uccelli

Ha il becco di un'anatra, la coda di un castoro, depone uova come un rettile, la sua pelliccia brilla se illuminata con gli UV  ed è anche velenoso, cosa rarissima tra i mammiferi. Eppure l'ornitorinco continua ancora a sorprendere. Questa specie così particolare che nuota nei fiumi dell'Australia orientale nasconde infatti un'altra caratteristica unica, appena descritta da uno studio pubblicato sulla rivista Biology Letters: è il solo mammifero conosciuto ad avere strutture "cave" per la melanina nei peli, un tratto tipico degli uccelli.

Quando il primo ornitorinco (Ornithorhynchus anatinus) imbalsamato arrivò in Europa nel 1799, molti naturalisti dell'epoca pensarono fosse uno scherzo. Cercavano cuciture sul corpo, convinti che qualcuno avesse assemblato parti di animali diversi. Con grande stupore di tutti, si scoprì invece che quello strano animale era fatto proprio così, ma da allora l'ornitorinco ha continuato a stupire scienziati e ricercatori.

Questa specie che vive esclusivamente in Australia, fa parte dei monotremi, un gruppo antichissimo di mammiferi che depongono uova. Fa parte dei monotremi, un gruppo antichissimo di mammiferi che depongono uova. Oggi ne esistono solo cinque specie viventi: oltre all’ornitorinco, quattro specie di echidna, animali spinosi simili a ricci che vivono tra l'Australia e la vicina Nuova Guinea. Ma l'ornitorinco non è "strano" solo perché depone le uova.

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Gli scienziati hanno scoperto che i melanosomi nel pelo sono cavi, come quelli degli uccelli. Immagine da Dobson et al., 2026

I maschi, infatti, possiedono uno sperone sulle zampe posteriori capace di iniettare veleno, usato soprattutto nei combattimenti tra rivali. L'ultima scoperta riguarda ora a melanina, il pigmento che dà colore a pelle, peli e piume negli animali e che protegge anche dai raggi ultravioletti. All'interno delle cellule, la melanina è contenuta in piccoli organelli chiamati melanosomi. La loro forma è molto importante: quelli allungati producono colori scuri (neri e marroni), mentre quelli sferici sono associati a tonalità più chiare o rossastre.

Nei mammiferi, finora, questi melanosomi sono sempre stati considerati "pieni", come un corpo solido unico. Negli uccelli invece possono essere anche cavi o appiattiti, una differenza che contribuisce alla straordinaria varietà di colori e riflessi del piumaggio, compresi quelli iridescenti e dagli effetti metallici, come le piume del pavone. Analizzando i peli dell'ornitorinco, un gruppo di ricercatori guidato dalla biologa Jessica Leigh Dobson dell’Università di Gand ha però fatto una scoperta inattesa.

I suoi melanosomi sono per lo più sferici, il che farebbe pensare a una pelliccia tendente al rossiccio. Tuttavia, l’ornitorinco è marrone scuro. Il motivo? Alcuni di questi melanosomi sono cavi, proprio come quelli degli uccelli. Si tratta di una caratteristica praticamente unica tra tutti i mammiferi: i ricercatori hanno infatti confrontato i melanosomi dell'ornitorinco con quelli di molti altri mammiferi – come marsupiali, roditori, primati – senza però trovare nulla di simile.

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Forse, la struttura dei melanosomi potrebbe avere un ruolo adattativo legato alla vita acquatica

Nell'ornitorinco, queste strutture sono però distribuite in modo casuale nei peli e non producono effetti iridescenti, come accade negli uccelli. La loro funzione, quindi, resta ancora tutta da chiarire. Una delle ipotesi è che possano avere un ruolo legato alla vita acquatica. Gli antenati dell'ornitorinco erano probabilmente animali scavatori e semi-acquatici, e queste strutture potrebbero aver contribuito all'isolamento termico, aiutandoli a trattenere meglio il calore in acqua.

Riamane però solo un'ipotesi, ancora tutta da testare e confermare. Anche perché, se fosse davvero un adattamento vantaggioso legato alla vita acquatica, perché non è presente anche in altri mammiferi acquatici? È proprio questo il punto: più si studia l'ornitorinco, più emergono caratteristiche difficili da spiegare se paragonate agli altri animali. E forse è questo il bello di questa specie: a oltre due secoli dal suo primo arrivo in Europa, continua ancora a mettere alla prova il modo in cui definiamo e comprendiamo i mammiferi.

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