
Un nuovo avvistamento, questa volta documentato anche da un video, conferma la presenza della lince nelle valli dell'alto Piemonte. In Val d'Ossola, grazie a una delle fototrappole installate dalla polizia provinciale del Verbano-Cusio-Ossola, il felino è stato ripreso mentre si muove silenzioso su un sentiero innevato. Le immagini arrivano dopo una serie di tracce e scatti raccolti negli ultimi mesi e confermano la presenza, seppur ancora molto rara ed elusiva, della specie.
Gli agenti, oltre a usare le fototrappole che si attivano al passaggio degli animali, hanno infatti seguito anche le tracce lasciate sulla neve dal grande carnivoro, riuscendo a ricostruire parte dei suoi spostamenti: in più giorni ha percorso quasi sette chilometri.
Un maschio già avvistato nel 2022
Secondo quanto riferito dalle autorità, si tratterebbe dello stesso individuo maschio già osservato nel 2022 (nel video, in coda, ci sono anche le immagini di questo avvistamento). Il riconoscimento è avvenuto confrontando le macchie del mantello: ogni lince ha un disegno unico, un po' come le impronte digitali negli esseri umani. Questo ha permesso di confermare che l'animale continua a frequentare l'area, spostandosi però anche oltre confine, nel vicino Canton Ticino, dove la collaborazione con le autorità svizzere ha permesso di identificarlo.
Non è la prima volta che la lince viene segnalata in queste zone. Altri due maschi erano stati avvistati nel 2013 e nel 2015, ma di loro si sono poi perse le tracce. La presenza attuale, invece, sembra più stabile, anche se resta difficile stabilire se si tratti di un ritorno in pianta stabile, con una popolazione riproduttiva e autosufficiente, oppure no.
La lince euroasiatica, il fantasma delle foreste europee

La specie protagonista di questa storia è la lince eurasiatica (Lynx lynx), il più grande felino selvatico d’Europa. Un tempo diffusa in gran parte del continente, è scomparsa da molte aree a causa della caccia e della perdita di habitat. Negli ultimi decenni, però, grazie a progetti di conservazione e reintroduzione, e alla naturale espansione delle popolazioni, sta lentamente tornando in alcune regioni, comprese le Alpi.
Schiva, silenziosa e difficile da osservare, la lince viene spesso definita il "fantasma delle foreste". Questo soprannome è più che giustificato: vive infatti in ambienti boschivi e montani, si muove soprattutto di notte e ha sensi molto sviluppati che le permettono di evitare facilmente la presenza umana. Proprio per questo gli avvistamenti diretti sono rarissimi.
Una buona notizia per i nostri ecosistemi
Dal punto di vista ecologico, la lince è un predatore apicale, cioè si trova al vertice della rete alimentare. Si nutre soprattutto di piccoli mammiferi come lepri e roditori, ma anche di ungulati come caprioli e camosci, contribuendo a mantenere in sotto controllo le popolazioni di queste specie. La sua presenza è quindi considerata un indicatore di buona salute per gli ecosistemi forestali.
Nonostante si tratti di un grande carnivoro predatore, le sue dimensioni sono relativamente ridotte – una lince adulta pesa circa 20 chilogrammi -, caratteristiche che unite alle sue abitudini elusive e riservate, non la rendono un pericolo per gli esseri umani: tende a fuggire molto prima di essere visto. Anche per questo, ogni immagine o video catturato da una fototrappola è un documento prezioso, perché ci permette di ammirare una specie che, pur essendo tornata, continua a restare quasi invisibile.