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16 Marzo 2026
11:38

Leonessa in gabbia aggredisce una bimba di 10 anni in Cina: si riaccende la questione sul business degli animali selvatici

Allo Zhongshan Park Zoo nella città di Shantou, nella provincia di Guangdong in Cina una leonessa ha afferrato una bimba durante una sessione turistica di alimentazione. L'incidente riaccende le critiche sullo sfruttamento e l'insicurezza degli zoo ma anche dei safari e di qualsiasi altra attività in cui gli animali vengono sfruttati per business.

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Il momento in cui la leonessa afferra la gamba della bambina (screenshot del video)

Non è la prima volta che accade e, almeno, in questo caso non c'è scappato il morto ma quello che è successo a una bimba di dieci anni segnerà per sempre la sua vita e ci invita, di nuovo, a riflettere su quanto sfruttiamo gli altri animali solo per business e che danni arrechiamo così anche alla nostra specie.

Allo Zhongshan Park Zoo, nella città di Shantou, nella provincia di Guangdong una bambina di dieci anni è stata letteralmente afferrata con la zampa da una leonessa e solo l'intervento di un custode è riuscito a evitare il peggio. Quello che è accaduto però non è stato un atto sconsiderato da parte della piccola, ma è avvenuto nel contesto di una dimostrazione appannaggio dei turisti per far dare da mangiare ai grandi felini.

La bambina si trovava infatti vicino alla gabbia con del cibo in mano, durante una sessione di alimentazione aperta al pubblico. Ciò che è avvenuto dimostra la pericolosità di questi eventi in cui non vi è alcuna attenzione nemmeno alla dignità degli animali di vivere in riservatezza e la messa in atto di una dinamica che le organizzazioni animaliste censurano, precisando quanto queste attività siano intrinsecamente pericolose sia per le persone che per gli animali.

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Leone in gabbia (foto d’archivio)

Nel momento in cui la bimba stava infatti facendo ciò che le era consentito dai keeper dello zoo, la leonessa ha infilato la zampa tra le sbarre, l'ha afferrata per i pantaloni e ha iniziato a tirarla verso sè: E' quello il momento in cui un addetto si è intromesso, ha praticamente "lottato" con l'animale per almeno una trentina di secondi, secondo quanto riportano i media locali, e solo così è riuscito ad evitare il peggio. La piccola è stata portata in ospedale, ha riportato ferite lievi e lo zoo è stato chiuso ma solo temporaneamente, per poi riprendere le solite "attrazioni".

World Animal Protection, organizzazione internazionale dedita alla tutela degli animali, sta cercando di "utilizzare" questo episodio per ricordare quanti animali in cattività vengono sfruttati per "divertire" i visitatori degli zoo e quanto sia sviluppata proprio l'abitudine di far accedere le persone alle aree dove vivono i grandi carnivori nel momento dell'alimentazione per portare a casa foto e video, consentendo anche interazioni ravvicinate. Tutto questo, al di là dei rischi per gli esseri umani, comporta stress cronico a carico degli animali, aumentando la probabilità di comportamenti aggressivi.

Il caso cinese, come accennavamo all'inizio, non è isolato. Negli ultimi anni diversi incidenti hanno coinvolto strutture turistiche che permettono contatti con la fauna selvatica, dai safari con alimentazione controllata agli zoo che offrono esperienze ravvicinate. Lo scorso luglio, ad esempio, un leone ha staccato il braccio ad una donna in uno zoo o, ancora, nel dicembre del 2025 un uomo è stato ucciso da una leonessa sempre in una struttura dove era tenuto in cattività.

Ma questi incidenti non riguardano solo le strutture dove gli animali sono detenuti, privati della loro libertà. Anche nei parchi naturali gli attacchi avvengono puntualmente a causa del comportamento scorretto dei turisti e della mancanza di attenzione alle interazioni da parte del personale delle strutture o dei tour operator cui si rivolgono. Diversi sono ormai i casi documentati in cui dei visitatori sono stati feriti o uccisi dopo aver tentato di fotografare animali da distanza ravvicinata o essere imprudentemente scesi dalle jeep durante i safari.

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