
I ragni e più in generale gli artropodi, come gli insetti, vengono spesso considerati animali guidati esclusivamente da quello che una volta veniva chiamato "istinto". Quasi come se fossero "macchine" biologiche che agiscono solo attraverso comportamenti innati, ripetitivi e poco flessibili. Ma negli ultimi anni qualcosa sta cambiando. Sempre più studi e osservazioni sul campo suggeriscono che questi aracnidi potrebbero essere in grado di imparare dall'esperienza e usare per esempio le informazioni raccolte nel tempo per orientarsi e migliorare la caccia.
E tra le tantissime specie di ragno esistenti sul pianeta, le tarantole sono quelle che stanno sorprendendo di più. Secondo infatti un studio condotto dai ricercatori Alireza Zamani e Rick C. West, recentemente pubblicato sulla rivista Ecology and Evolution, possono imparare a conoscere e a orientarsi nello spazio per muoversi in modo mirato nell’ambiente.
Le tarantole imparano a conoscere e l'ambiente e a orientarsi meglio
I ricercatori hanno documentato sul campo numerosi comportamenti che vanno proprio in questa direzione. Le osservazioni, raccolte in Nord e Sud America, riguardano sia specie arboricole (che vivono sugli alberi) sia specie che scavano tane nel terreno. In tutti i casi, le tarantole hanno mostrato comportamenti compatibili con una forma di apprendimento, capacità che fino a non molto tempo fa sembrava esclusiva degli animali un tempo considerati "superiori", come noi mammiferi e altri vertebrati.
Dopo aver cacciato, però, le tarantole tornano sempre allo stesso rifugio, come se ricordassero esattamente la strada. Può sembrare um comportamento "banale", ma l'orientamento spaziale richiede capacità cognitive che abbiamo quasi sempre negato a questi animali.
Anche le specie che vivono nel sottosuolo hanno mostrato una certa flessibilità. Durante la stagione secca, alcune sono state osservate mentre si arrampicavano sugli alberi per cacciare nella chioma, un comportamento insolito per animali abituati a vivere a terra. Al contrario, nelle aree soggette a inondazioni periodiche, alcune tarantole terrestri si spostano temporaneamente su arbusti o rami durante la stagione delle piogge, probabilmente per evitare di essere sommerse.
Una "mappa mentale" creata grazie ai sensi, anche senza vista

Tutti questi comportamenti non sembrano essere legati alla genetica o alla biologia della specie, ma piuttosto indicano una certa capacità dei singoli individui di adattarsi in maniera flessibile a specifiche condizioni ambientali, grazie proprio all'esperienza.
Un esempio che rende bene l’idea riguarda una tarantola cieca che vive nelle grotte del Messico, Hemirrhagus sprousei. I giovani tendono a restare molto vicino al proprio rifugio, mentre gli adulti si muovono in modo più irregolare e indipendente, probabilmente anche perché hanno bisogno di catturare prede più grandi e quindi esplorare di più. Eppure, ritornano nei loro rifugi sempre in modo diretto e senza esitazioni, come se avessero una "mappa mentale" dell'ambiente. Ci riescono perché probabilmente hanno imparato a farlo.
Come fanno? Secondo i ricercatori, questi ragni potrebbero combinare diversi tipi di informazioni: segnali interni legati ai movimenti del proprio corpo, ma anche stimoli esterni come luce, vibrazioni e sostanze chimiche lasciate nell'ambiente o sulla seta.
C'è ancora molto da capite sulle capacità di apprendimento nei ragni
Non è la prima volta che si ipotizza una certa capacità di apprendimento nei ragni. Studi precedenti hanno infatti mostrato che le tarantole possono evitare stimoli sgradevoli o dolorosi, orientarsi in labirinti complessi e ricordare percorsi e luoghi specifici nel tempo. Tutti indizi che suggeriscono un sistema nervoso più complesso e flessibile di quanto si pensasse.
Detto questo, gli stessi ricercatori invitano comunque alla cautela. È possibile che molti di questi comportamenti siano spiegati anche dall'uso sofisticato dei sensi, in particolare segnali chimici e tracce di seta, più che da una vera e propria "intelligenza" nel senso umano del termine. Serviranno quindi ulteriori studi ed esperimenti per capire quanto conti davvero l'apprendimento rispetto ai meccanismi sensoriali. Quel che è certo è che lo studio delle capacità cognitive dei ragni è ancora agli inizi, soprattutto per le tarantole.
L'esperienza però ci dice che spesso, quando pensiamo che un animale non sia in grado di fare o provare certe cose, quasi sempre è perché non siamo ancora stati in grado di vederlo o studiarlo. Basta guardare anche solo a ciò che stiamo scoprendo sui bombi, da sempre sottovalutati come tutti gli insetti: imparano, provano emozioni, hanno senso del ritmo e giocano anche a pallone.