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23 Aprile 2026
12:55

La perizia sulla morte del Pitbull Narcos, ucciso da un poliziotto: “Esploso solo un colpo, agito per legittima difesa”

Un pitbull era stato ucciso da un agente della polizia, davanti alla sua persona di riferimento in un parco pubblico ad Ancona durante un controllo antidroga. La perizia dell'esperto di balistica ora segna un punto in favore del poliziotto indagato di di uccisione di animale.

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Narcos, il cane ucciso ad Ancona a settembre 2025 da un poliziotto

La morte di Narcos, un Pitbull ucciso da un poliziotto durante un controllo in un parco cittadino ad Ancona, è avvenuta "per l'esplosione di un solo colpo di pistola e per legittima difesa".

E' questa la conclusione della perizia depositata alla Gip Sonia Piermartini che aveva incaricato un esperto di balistica per ricostruire gli ultimi momenti di vita del cane, a fronte del fatto che per la morte dell'animale era stato indagato il poliziotto che sparò e uccise il Pitbull in un giardino pubblico lo scorso 14 novembre. Il primo incidente probatorio non si era potuto concludere perché mancava il cadavere del cane ma ora è arrivato appunto l'esito delle considerazioni del perito per la ricostruzione dell'accaduto.

Secondo quanto aveva raccontato Alessia, la sua persona di riferimento, a Kodami, il suo cane era stato appunto ucciso da un poliziotto davanti a lei e senza motivo dal suo punto di vista. La ragazza aveva descritto così la scena: Narcos era legato a una panchina, dormiva tra lei e il suo compagno quando quattro agenti erano arrivati al parco. Due di loro erano giunti dall’entrata principali di fronte ai ragazzi, gli atri due da quella opposta. Uno degli agenti che voleva sorprendere Alessia e il compagno alle spalle aveva poi iniziato a correre verso la panchina. Narcos si sarebbe poi agitato per la paura di quanto stava accadendo, abbaiando e arrivando a tirare fino a spezzare il guinzaglio. “Narcos ha smesso subito di abbaiare, ed è andato verso il poliziotto ma non ha fatto nulla: è andato ad annusarlo e basta – avveva raccontato Alessia a Kodami – Noi l'abbiamo chiamato lui è subito tornato indietro”.

Ma ciò che era avvenuto dopo, secondo la testimonianza di Alessia, era sconfinato nell'irreparabile, perché nonostante la ragazza abbia affermato di aver provato a bloccare il suo Narcos, uno dei poliziotti aveva premuto il grilletto, sparando a Narcos due colpi.

Questa versione viene ora non confermata dalla balistica: lo sparo sarebbe avvenuto a breve distanza (circa 1–3 metri) e in una situazione in cui il cane si trovava in posizione potenzialmente aggressiva nei confronti dell’agente. La ricostruzione tecnica, quindi, sostiene che è stato sparato un solo colpo e che il poliziotto si trovava in una situazione di imminente pericolo.

Nella perizia viene precisato che nel caricatore dell'agente mancava un solo colpo e valutata anche la posizione e la postura del cane con la consulenza di una veterinaria, arrivando alla conclusione che l'animale fosse "proteso verso l'alto", ovvero in una dinamica di movimento che fa presupporre l'imminente comportamento aggressivo nei confronti del poliziotto.

L'inchiesta andrà ora avanti con le eccezioni della difesa da parte degli avvocati della proprietaria di Narcos e tutto è nelle mani del Pubblico ministero che dovrà arrivare ad una conclusione per capire se l'agente sarà ritenuto colpevole o meno.

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