
Per anni abbiamo pensato che fosse "solo" una popolazione particolare di un'altra specie, la balenottera di Eden. In realtà si trattava di una balena completamente diversa, una delle più rare e minacciate al mondo. Oggi la balenottera di Rice (Balaenoptera ricei), riconosciuta ufficialmente come specie a parte soltanto nel 2021, rischia però già l'estinzione: secondo le stime più recenti, potrebbero restarne appena 50 individui, tutti confinati nel Golfo del Messico.
A ricordarci quanto sappiamo ancora poco di questi cetacei è anche un nuovo studio pubblicato recentemente sulla rivista PLOS One. I ricercatori hanno analizzato gli ormoni conservati nei fanoni – le strutture "a pettine" che le balene usano per filtrare il cibo – riuscendo così a ricostruire gravidanze, livelli di stress e condizioni fisiche negli ultimi anni della loro vita. Lo studio ha mostrato che gli individui morti per fame o dopo lunghi periodi di sofferenza presentavano un forte aumento degli ormoni dello stress poco prima della morte.
Ma la storia della balenottera di Rice è però molto più ampia e racconta quanto una specie possa diventare vulnerabile quando vive in un areale molto piccolo e fortemente sfruttato dalle attività umane.
Un specie misteriosa che vive solo nel Golfo del Messico

La balenottera di Rice vive infatti tutto l'anno nel Golfo del Messico settentrionale, soprattutto vicino al canyon di De Soto, tra Florida e Alabama. A differenza della maggior parte delle balene e altri misticeti, non compie lunghe migrazioni tra mari freddi e tropicali: trascorre praticamente tutta la vita nello stesso tratto di mare.
La specie prende il nome dal biologo Dale Rice, lo scienziato che già negli anni Sessanta aveva capito che queste balene vivevano stabilmente nel Golfo. Per decenni, però, gli studiosi le hanno considerate semplicemente una popolazione locale della balenottera di Eden o Bryde (B. edeni). Solo nel 2021, grazie all'analisi di un individuo spiaggiato sulle coste della Florida, i ricercatori hanno scoperto differenze importanti nella forma del cranio e nel DNA, sufficienti per riconoscerla come specie distinta.
Sono cetacei relativamente piccoli rispetto ad altre balenottere: raggiungono circa 12-14 metri di lunghezza e hanno un corpo affusolato, costruito per nuotare velocemente. Eppure, nonostante le dimensioni notevoli, restano animali estremamente misteriosi e nessuno pensa che siano mai state molto numerose.
Traffico navale e trivellazioni potrebbero condannare la balenottera di Rice all'estinzione

Oggi, però, il problema principale è la pressione delle attività umane. Una delle peggiori catastrofi è stata per esempio la fuoriuscita di petrolio della piattaforma Deepwater Horizon nel 2010. Secondo alcuni ricercatori, il disastro potrebbe aver ucciso fino a un terzo dell'intera popolazione.
A questo si aggiungono il traffico navale, l'inquinamento acustico, le reti da pesca e la plastica ingerita accidentalmente e soprattutto le esplorazioni petrolifere e del gas. L'amministrazione Trump, ha infatti recentemente avviato un'iter che potrebbe portare alla revisione dello status di protezione di questa specie, che con una popolazione stimata in meno di 100 individui – forse 50 – è considerata "In pericolo critico (CR)" dalla IUCN. L'obiettivo è facilitare nuove trivellazioni petrolifere al largo delle coste statunitensi.
Le balenottere di Rice sono particolarmente a rischio anche per il loro comportamento: durante il giorno si immergono a profondità intermedie per cercare cibo vicino al fondale, mentre di notte restano spesso a pochi metri dalla superficie. Proprio qui rischiano di essere colpite dalle grandi navi che attraversano continuamente il Golfo.
Resta poco tempo per salvare la balena più rara del pianeta

Per una specie con una popolazione così piccola, anche un singolo individuo perso può avere conseguenze devastati, che possono compromettere la sopravvivenza dell'intera specie. Eppure, proprio il fatto che queste balene vivano sempre nella stessa zona potrebbe diventare anche un vantaggio per la loro conservazione. Sapere con precisione dove si trovano permette infatti di creare misure di tutela mirate: limiti di velocità per le navi, modifiche alle rotte marittime, riduzione dell'inquinamento acustico e controlli più severi sulle attività industriali.
Il tempo sta però per scadere e il periodo storico non è proprio dei migliori. Secondo molte associazioni ambientaliste, come il Center for Biological Diversity, il governo americano, com il pretesto della "sicurezza nazionale", potrebbe già aver condannato all'estinzione l'unica specie di balena endemica degli Stati Uniti.
Nel frattempo, gli scienziati continuano a studiarle per capire meglio la loro biologia e il loro comportamento. Ogni nuova informazione potrebbe infatti fare la differenza per salvare la balena più rara e minacciata del pianeta, una specie che abbiamo riconosciuto soltanto pochi anni fa, ma che rischia già di sparire per sempre. Il tempo, come detto, sta purtroppo per finire.