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2 Marzo 2026
12:21

In quali zone della casa le vespe fanno il nido: quali preferiscono e quando iniziano a cercare

Tra marzo e aprile vespe e calabroni cercano luoghi riparati per costruire il nido, spesso vicino casa. Ecco dove si insediano e come intervenire in sicurezza.

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In primavera tornano le vespe e i loro nidi

In primavera, a partire da marzo e aprile, con l'aumento delle temperature le vespe e i calabroni tornano in piena attività. Dopo aver trascorso l'inverno al riparo, infatti, le regine fecondate si risvegliano e iniziano a cercare un luogo adatto dove fondare una nuova colonia. È proprio in questo periodo che possono avvicinarsi alle case, esplorando balconi, grondaie e soffitte per costruire il primo abbozzo del nido.

A differenza di quanto si possa pensare, all'inizio una colonia di vespe o calabroni è composta da un solo individuo: la regina. È lei che sceglie il posto, costruisce le prime celle e depone le uova. Solo più avanti nasceranno le operaie che la aiuteranno a far crescere il nido, che avrà poi il massimo della sua estensione e dimensione tra l'estate e l'autunno.

Le vespe più comuni in Italia e dove fanno il nido

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Le vespe cartonaie preferiscono luoghi riparati, ma aperti, come grondaie, infissi, davanzali e tavoli in giardino

In Italia vivono tante specie di vespe, ma le più comuni vicino alle abitazioni appartengono ai generi Polistes e Vespula. Tra queste c'è la cosiddetta vespa cartonaia (Polistes dominula), una delle più diffuse. Costruisce piccoli nidi aperti, formati da cellette esagonali ben visibili, senza un rivestimento esterno. Li possiamo trovare sotto balconi, cornicioni, davanzali, infissi esterni, tende da sole, persino sotto le sedie, i tavoli o le panchine in giardino o nei contatori del gas. Predilige luoghi riparati, ma ben arieggiati. Spesso in legno.

Diverso è il caso di Vespula germanica, la cosiddetta vespa comune. Questa specie costruisce nidi più grandi e chiusi, di forma sferica, fatti di una sorta di "carta" prodotta masticando fibre di legno e mescolandole con la saliva. Il nido è spesso nascosto in cavità all'interno di cavità: sottotetti, intercapedini dei muri, cassonetti delle tapparelle, ripostigli, grondaie o persino in cavità nel terreno o tra e piante e siepi in giardino.

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Vespula germanica predilige invece cavità, come intercapedini dei muri, cassette delle lettere, tapparelle e ripostigli

In entrambi i casi il materiale cartaceo di cui sono fatti i nidi è leggero, ma resistente. Con il passare delle settimane, poi, la struttura cresce insieme al numero di individui, che in estate può arrivare a centinaia o persino migliaia di vespe, quando le colonia sono davvero grandi.

I calabroni: più grandi e pericolosi, ma non "cattivi"

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I calabroni preferiscono cavità come buchi negli alberi o nei muri in giardino

Insieme alle vespe in senso stretto, tornano in attività anche i calabroni, che altro non sono che specie di vespe di dimensioni maggiori. In Italia la specie autoctona più nota è Vespa crabro, mentre nel Centro-Sud è sempre diffusa anche l'ormai famigerata Vespa orientalis, che a differenza di quanto spesso viene detto non è una specie aliena. È probabilmente quella più comune in ambiente urbano e vicino alle. Negli ultimi anni si è aggiunta poi anche Vespa velutina, specie invasiva originaria dell'Asia, diffusa sopratutto nelle regioni del nord.

Nonostante la loro fama, i calabroni non sono particolarmente aggressivi se non vengono disturbati. Il loro nido è simile a quello delle vespe più comuni, ma molto più grande e spesso nascosto in cavità come intercapedini tra i muri, sottotetti, soffitte, cassette della posta, alberi cavi o capanni da giardino.

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Vicino o dentro casa è più comune Vespa orientalis, specie autoctono e diffusa soprattutto al sud, ma in forte espansione negli ultimi anni

Le punture dei calabroni sono molto dolorose e, in caso di allergia, soggetti particolarmente sensibili come bambini e anziani o di punture multiple, diventare anche molto pericolose. Il rischio aumenta se ci si avvicina troppo al nido o si tenta di rimuoverlo. Proprio per questo, non bisogna mai improvvisare o tentare di rimuoverlo.

Dove cercare un nido (senza avvicinarsi troppo)

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Un nido sotto una trave in giardino

Se sospettiamo la presenza di un nido, il modo più semplice per individuarlo è osservare il volo degli insetti rimanendo a distanza di sicurezza. Le vespe e i calabroni seguono traiettorie abbastanza regolari: se li vediamo entrare e uscire sempre dallo stesso punto – una fessura nel muro, una grondaia, il cassonetto della tapparella – allora è molto probabile che lì ci sia il nido.

È importante però non tappare le fessure e non spruzzare insetticidi all'interno di cavità chiuse: si rischia solo di rendere gli insetti più aggressivi e di spingerli a cercare un'altra via d'uscita, magari dentro casa. Se il nido è molto piccolo e si trova in una zona isolata, talvolta si può provare a scoraggiare la presenza delle vespe con odori che risultano sgradevoli, come caffè bruciato o oli essenziali di menta e citronella. Ma questi rimedi funzionano soprattutto nelle fasi iniziali e non garantiscono risultati.

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Per individuare i nidi in cavità, spesso basta seguire il volo degli insetti. Se entrano in un foro probabilmente lì c’è un nido

Quando il nido è già sviluppato, o se si tratta di calabroni, non bisogna invece mai intervenire da soli. Tentare la rimozione può essere molto pericoloso, soprattutto senza protezioni adeguate. In questi casi è necessario contattare professionisti specializzati nella disinfestazione o, in alcune situazioni, i Vigili del Fuoco. In ogni caso, improvvisare è sempre la scelta peggiore.

Vespe e calabroni svolgono anche un ruolo ecologico importante, perché predano altri insetti, impollinano i fiori e contribuiscono a mantenere funzionali e produttivi gli ecosistemi. Ma quando il loro nido è troppo vicino a casa o addirittura dentro, la sicurezza delle persone viene prima di tutto e va gestita con competenza e molta prudenza.

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