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23 Gennaio 2026
11:36

Il parco marino canadese che voleva sopprimere i suoi beluga ora vuole venderli agli Stati Uniti

Marineland, il discusso parco marino canadese, chiede di vendere i suoi beluga agli USA dopo il no al trasferimento in Cina e le polemiche sulle minacce di eutanasia per mancanza di soldi.

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Il parco canadese ha chiuso, ma il futuro dei 30 beluga ancora nelle vasche rimane incerto

Marineland, storico parco marino vicino alle cascate del Niagara, è stato per anni uno dei più noti e frequentati del Canada, ma oggi è diventato il simbolo di una crisi profonda che riguarda l'intero settore, ma soprattutto per il futuro di 30 beluga tenuti in cattività. Dopo aver dichiarato di non avere più le risorse economiche per mantenere i suoi animali e aver ventilato l'ipotesi dell'eutanasia, ora la struttura chiede al governo canadese il permesso di vendere i suoi cetacei agli Stati Uniti.

Marineland è chiuso al pubblico e intende vendere i propri terreni. Negli ultimi anni, però, l'attenzione si è concentrata soprattutto sulle condizioni dei suoi animali. Secondo i dati raccolti dall'agenzia Canadian Press, dal 2019 sono morti ben 20 animali, tra cui cui 19 beluga. Il parco ha sempre sostenuto che le morti siano avvenute per cause naturali, ma le autorità per il benessere animale della provincia dell'Ontario stanno indagando sulla struttura da oltre cinque anni.

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Il parco voleva inviare i suoi beluga in Cina, poi ha minacciato di sopprimerli, ora è in trattativa per trattativa per trasferirli in diverse strutture negli Stati Uniti

Le inchieste e le testimonianze di ex dipendenti hanno infatti alimentato molti dubbi sulle condizioni di detenzione, sulle cure veterinarie e sulla qualità delle vasche. La situazione è precipitata nel 2025, quando il governo canadese ha respinto la richiesta di trasferire i beluga in Cina, destinandoli al Chimelong Ocean Kingdom, un grande parco tematico. La ministra della Pesca, Joanne Thompson, ha motivato il rifiuto spiegando che una simile operazione avrebbe perpetuato lo sfruttamento degli animali.

Dopo quel no, Marineland ha scioccato l’opinione pubblica dichiarando di essere a corto di fondi e di valutare l’eutanasia dei 30 cetacei ancora presenti nel parco, cosa che ha sollevato fortissime critiche da parte di scienziati e associazioni animaliste. Ora il parco torna a farsi avanti con una nuova proposta. Secondo quanto confermato dal ministero della Pesca canadese, Marineland ha presentato nuove richieste di permesso per trasferire i beluga, questa volta verso diverse strutture negli Stati Uniti.

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I parchi marini e delfinari in tutto il mondo sono in crisi o stanno chiudendo e il futuro degli animali ancora nelle strutture rimane incerto

Il portavoce del ministero ha spiegato che la ministra esaminerà le domande "in tempi rapidi", senza però entrare nei dettagli. A rendere pubblica l'operazione è stato anche un ex addestratore del parco diventato informatore, Phil Demers, che ha parlato di trattative con più istituzioni statunitensi. Canadian Press ha confermato che l'ipotesi di vendita riguarda diversi parchi marini negli USA. Marineland, tuttavia, non ha risposto alle richieste di chiarimento sull'ipotesi di eutanasia nel caso in cui anche questa proposta venga respinta.

Il caso Marineland riaccende così un dibattito molto più ampio e sempre più attuale: che fine devono fare i cetacei dei parchi marini in crisi? Trasferirli in altre strutture rischia di spostare il problema senza risolverlo. Allo stesso tempo, la minaccia dell'eutanasia mostra quanto fragile sia un sistema basato sull'intrattenimento e sulla detenzione di cetacei in delfinari e parchi marini, sempre più a corto di soldi e pubblico. Una situazione simile, infatti, riguarda anche le orche Wikie e Keijo, abbandonate dal 2024 nel parco chiuso di Marineland in Francia.

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