
Tra le foreste umide delle montagne della Sierra del Merendón, nel nord-ovest dell'Honduras, le fototrappole hanno catturato per la prima volta in 10 anni un giaguaro "nebuloso", come vengono talvolta soprannominati quelli che vivono in alta quota, appunto tra le nuvole. Lo hanno annunciato i ricercatori della ONG Panthera, che da anni porta avanti il programma "Jaguar" per la tutela e la conservazione di questa specie in Honduras. Si tratta di una buona notizia per il futuro in America Centrale di uno dei mammiferi più iconici del pianeta.
Perché viene chiamato giaguaro "nebuloso"

Il giaguaro (Panthera onca) è il più grande felide delle Americhe e uno dei predatori più noti del continente. Il suo mantello è facilmente riconoscibile per le macchie a forma di rosetta, simili a piccoli anelli scuri. Fa parte del genere Panthera, lo stesso a cui appartengono leoni, tigri e leopardi, ma è l'unico rappresentante di questo gruppo a vivere nel Nuovo Mondo.
Quello ripreso dalle telecamere è un giovane maschio che vive ad alta quota, in montagna. È per questo che viene chiamato "nebuloso": non è infatti una specie diversa, ma un individuo che si è adattato ad ambienti montani, spesso avvolti da nebbia e nuvole basse. Si tratta di un habitat meno frequentato da questa specie rispetto alle foreste tropicali di pianura, ma comunque importante per la sopravvivenza di questa particolare popolazione.
Negli ultimi decenni, infatti, il giaguaro ha visto ridurre drasticamente il proprio areale. La conversione delle foreste in terreni agricoli, la deforestazione e l'espansione delle attività umane hanno frammentato il suo habitat, separando le popolazioni che restano così isolate in "pezzetti" di foresta sempre più piccoli, con meno possibilità di incontrarsi e riprodursi.
L'importanza dei corridoi ecologici

Secondo l'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN), tra il 1995 e il 2016 la popolazione mondiale di giaguari è diminuita di circa il 25%. Per questo la specie è classificata come "Prossima alla minaccia (NT)" nella Lista Rossa, una categoria che indica un rischio concreto di diventare vulnerabile o addirittura in pericolo di estinzione nel prossimo futuro.
In questo contesto, l'avvistamento nella Sierra del Merendón assume quindi un significato molto importante. Questa catena montuosa è infatti un "corridoio ecologico" che collega tra loro popolazioni diverse, in questo caso tra Honduras e Guatemala. I corridoi permettono agli animali di spostarsi, trovare nuovi territori e mantenere così una più alta variabilità genetica, fondamentale per la sopravvivenza a lungo termine di una specie.
Secondo i ricercatori di Panthera, la presenza anche di un solo individuo in quest'area suggerisce che il corridoio è ancora funzionante, perlomeno in parte. Non è un dettaglio da poco. Significa che gli sforzi di conservazione stanno iniziando a dare risultati concreti. Tra questi ci sono le pattuglie antibracconaggio che controllano il territorio per prevenire la caccia illegale, ma anche interventi per aumentare il numero di prede del giaguaro, in particolare i pecari (mammiferi simili a piccoli cinghiali). Senza prede sufficienti, infatti, i grandi predatori non hanno alcuna possibilità di sopravvivere.